Locatelli: "Addio al Milan devastante. Me lo comunicarono su una panchina"

Alessio Eremita
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Manuel Locatelli ha ripercorso le tappe salienti della sua carriera da calciatore nel corso di un'intervista al canale ufficiale del Sassuolo. Queste le dichiarazioni del centrocampista, oggetto del desiderio di molte big europee dopo l'exploit in neroverde.

MILAN - "Ero alle giovanili dell’Atalanta da quando avevo sei anni, avevo legato con la squadra. Quando arrivò la chiamata del Milan sbiancai, ero titubante, ma mi affidai ai miei genitori che mi guidarono su questa decisione. Il primo allenamento in prima squadra? Montolivo mi disse di marcare Kakà. Mi sono chiesto dove fossi. Poi mi sono allenato cercando di non pensare ed è andato tutto bene. La firma sul contratto? Galliani mi ha dato la sua penna per firmare e la conservo ancora a casa".

Manuel Locatelli | Matthew Ashton - AMA/Getty Images
Manuel Locatelli | Matthew Ashton - AMA/Getty Images

PRIMO GOL TRA I PROFESSIONISTI - "Dopo la partita feci l’intervista a bordo campo piangendo e al rientro in spogliatoio i miei compagni mi menarono, Antonelli mi disse scherzosamente: 'Adesso le ragazze penseranno anche che sei bello'.

ADDIO AL MILAN - "Su una panchina di Milanello i dirigenti mi dissero che non ero più importante per loro. Fu devastante ma mi ha aiutato, perché in fin dei conti anche io avevo bisogno di cambiare".

SASSUOLO - "All'inizio non fu facile, Il centro non era il top, ma la cosa bella che ti rimane sono le persone che ci lavorano. Boateng è venuto da me, mi ha abbracciato dicendomi di dimostrare quello che sono. Già da subito l’impressione è che ci fosse un grande spogliatoio".

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