L'Olimpia crolla al Pireo

È notte fonda al Pireo per l’Olimpia Milano. L’Olympiacos impartisce una dura lezione all’AX Armani Exchange, imponendosi per 91-70 al termine di una partita ‘spaccata’ con un terzo periodo da 31 punti. Peggiore prestazione stagionale per i milanesi. Un passo falso che fa un po’ di male, perché la squadra di Kezmura non era affatto partita in modo brillante; quella di Messina, però, attacca in maniera poco fluida e convinta (8 assist su 25 canestri con ben 13 palle perse), mostra un nervosismo discutibile (ben 27 falli commessi) e paga dazio. Dal punto di vista statistico, in doppia cifra finiscono solo Rodriguez, a quota 14, Nedovic (12) e Micov (11). In casa Olympiacos, ottima prestazione per Papanikolaou, Milutinov e l’eterno Spanoulis.

Con Burns escluso per turnover, Messina opta per un quintetto ‘classico’ in Eurolega, con Rodriguez-Roll-Micov-Scola-Tarczewski. È lo spagnolo a sbloccare dopo 3’ la squadra di Messina, dopo un buon avvio dei padroni di casa con Papanikolaou ispirato (7 dei primi 9 punti dei suoi). Milano reagisce con le iniziative di Micov e Scola, e le triple di Mack e Nedovic regalano il +4 dopo 10’. Vezenkov e Paul sbloccano il Pireo dall’arco per l’aggancio a quota 21, e il quarto prosegue colpo su colpo con l’Olimpia però spesso avanti nel punteggio. Una nuova fiammata di Papanikolaou permette però il ritorno dell’Olympiacos, che chiude avanti di 3 all’intervallo lungo, approfittando delle tante palle perse e dei tanti falli milanesi nel primo tempo (rispettivamente 8 e 14).

I problemi per i biancorossi continuano in avvio di ripresa, con l’Olympiacos che arriva a +10 con le triple di Papanikolaou, Koniaris e Spanoulis. Milano non esiste in attacco, e sebbene l’Olympiacos perda smalto il vantaggio si tiene su una soglia di sicurezza: i liberi di Spanoulis valgono il +14. Una piccola scossa firmata Rodriguez e Micov serve a poco: al 30’ il punteggio recita 71-53 per i padroni di casa, con Milano che concede ben 31 punti nel terzo periodo, e l’ultimo quarto diventa un lento garbage time.

Articolo in collaborazione con Basketissimo.com

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