Lorenzo: "Non mi passa per la testa di ritirarmi"

Oriol Puigdemont
motorsport.com

Nell'ultimo anno, Jorge Lorenzo è passato da un incidente all'altro incatenando degli infortuni che gli hanno impedito di essere fisicamente al 100%. Dopo l'ultimo, quello di Assen, che è stato anche il più grave, lo spagnolo è stato costretto a saltare quattro Gran Premi.

Durante questo periodo di sosta, il maiorchino è finito al centro delle notizie, quando è trapelato che c'erano stati dei contatti con Ducati e Yamaha per il futuro, anche se poi il #99 ha confermato il suo impegno con la Casa giapponese anche per il 2020.

Al suo ritorno in gara, a Silverstone, il tre volte campione del mondo della MotoGP ha dimostrato di essere ancora molto lontano dal suo livello, chiudendo 14esimo e soffrendo per tutto il fine settimana anche per le conseguenze dell'infortunio vertebrale rimediato in Olanda. La situazione poi non è migliorata nei test di Misano, quando è stato costretto alla resa a metà della prima giornata.

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"Nel test l'infortunio si è fatto sentire" ha detto Lorenzo. "Il giorno prima di salire non stavo tanto bene e non aveva molto senso continuare per girare a tre secondi dal primo".

"Ora sto meglio, ma il disagio c'è ancora. L'infortunio ora va bene, l'area e solida, ma non sono in forma con il resto dei piloti. Ho ancora difficoltà a dormire, ma spero di essere più competitivo che a Silverstone. Spero di poter continuare a progredire, anche se non sono ancora in condizioni perfette" ha aggiunto.

Nonostante tutte le difficoltà che ha attraversato negli ultimi mesi, Lorenzo non rinuncia a voler provare a vincere con la Honda, escludendo un eventuale ritiro.

"Ho due anni di contratto e non mi viene in mente di abbandonare" ha detto. "Voglio essere lo stesso di prima di Assen".

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Poco prima del Gran Premio di San Marino, il team manager della HRC, Alberto Puig, ha analizzato in un podcast per DAZN i problemi che Lorenzo ha avuto in questa avventura con la Repsol Honda, concludendo che si trattava di carenza di "volontà e coraggio". Jorge però ha mostrato il suo disaccordo, sostenendo di essere caduto più volte proprio per la sua voglia di provarci.

"Alberto è il capo ed ho molto rispetto per lui, ma nessuno può dire che non ci ho provato, perché ho avuto molti incidenti. E' questo il problema, che ho spinto troppo senza avere confidenza con la moto. Sono caduto ad Assen e a Barcellona quando iniziavo a capire la moto. Più che mancanza di coraggio o volontà, penso che conti il ruolo degli infortuni. Sono un pilota che ha bisogno di avere tutto a posto e con questa moto non ho fiducia in me stesso" ha concluso.

Jorge Lorenzo, Repsol Honda Team

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