Lotito: "Keita? Vuole solo la Juve, ma offerta non congrua"

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Roma, 19 ago. (askanews) - "Keita? Al giocatore abbiamo proposto lo stesso ingaggio di Klose (oltre 2 milioni, ndr), il calciatore più pagato sotto la mia gestione. La risposta è stata che il ragazzo voleva andar via dalla Lazio". Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, spiega così il caso Keita. "Non è vero che al giocatore non è stato proposto il rinnovo. Con il suo agente Calenda ci siamo incontrati due volte nei miei uffici di Villa San Sebastiano" precisa il presidente. Per Lotito il problema è dovuto soprattutto ai procuratori: "Non hanno strapotere, ma abuso di potere. Questi signori tra l'altro, non essendo tesserati, non sono neppure assoggettabili alla giustizia sportiva. C'è uno studio che valuta in 800 milioni le spese sostenute ogni anno in tutta Europa per le commissioni dei procuratori. Sono soldi che escono dal sistema e non vengono reinvestiti. In Italia ci sono società che mettono a bilancio 50-60 milioni l'anno per le commissioni. Sono soldi che perdiamo. Nell'ultimo accordo collettivo abbiamo inserito una norma, non coercitiva, che indica al 3% delle compravendite l'importo delle commissioni. Ma viene disattesa. Urge una profonda riforma". Poi il numero uno biancoceleste spiega che per Keita c'erano offerte, tutte rifiutate dal giocatore: "Ce ne sono state tre ufficiali, tutte documentabili. Il Milan ci avrebbe dato 35 milioni, il West Ham 32, il Napoli 30. Keita e il suo procuratore hanno risposto che non interessava nessuna delle tre, che la destinazione gradita era la Juve. Il giocatore me lo ha ribadito ad Auronzo di Cadore". Solo che la Juve ha offerto una cifra inferiore: "La società bianconera ritiene congrua la somma di 15 milioni, io però non posso cedere un giocatore alla metà dell'offerta più bassa tra quelle ricevute".

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