Lotito su Inzaghi: ‘Avevo già firmato il contratto, doveva farlo anche lui. Ma non si è mai presentato'

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“Sono rimasto deluso sul piano personale. Ha cambiato idea dalla sera alla mattina”: Claudio Lotito è amareggiato. Pensava di aver convinto Simone Inzaghi a rimanere alla Lazio. Mercoledì sera hanno cenato insieme e hanno trovato un’intesa, triennale a 2,3 milioni a stagione. "Il contratto era pronto, io lo avevo firmato - dice il presidente -. Lui doveva raggiungere il segretario Calveri per sottoscriverlo a sua volta, e invece non si è mai presentato".

Insomma il tecnico, dopo una notte di riflessione, ha cambiato idea. Lusingato, evidentemente, dalla proposta dell’Inter che Tullio Tinti, il suo procuratore, gli ha sussurrato all’orecchio. “Mi ha detto che ci ha dormito sopra e ha maturato questa convinzione”, spiega il presidente della Lazio.

Che, da questa faccenda, ne esce come un amante ferito (come testimonia lo stringato comunicato che ufficializza la separazione). Arrabbiato per una retromarcia inaspettata: “Siamo stati sette ore insieme, abbiamo trovato l’accordo. Ci siamo anche dati la mano”. Non è bastato. Giovedì mattina Inzaghi lo ha chiamato e gli ha detto di non voler rinnovare il contratto con la Lazio. Poi un ulteriore incontro, a infiocchettare l’addio: “Mi ha raccontato che non aveva più stimoli, che non sarebbe stato in grado di dare la carica giusta ai calciatori. Quando una persona ti dice così, come fai a pensare di tenerlo? Certo, se me l’avesse detto la sera precedente non avrei fatto preparare l'accordo da firmare”.

Inzaghi è diretto all’Inter, stuzzicato dal grande salto e da un ricco ingaggio (4,5 milioni a stagione). Allenerà la squadra campione d’Italia, sarà chiamato a raccogliere l’eredità di Antonio Conte. “Con grande emozione voglio informarvi che il 30 giugno si concluderà la mia meravigliosa avventura con la Lazio - le sue parole di commiato in una dichiarazione rilasciata all’Ansa - . Ringrazio la società, il presidente, i giocatori e i tifosi che mi hanno accompagnato in questi splendidi 22 anni da giocatore e da allenatore. Abbiamo lottato e vinto insieme. Questi colori sono e resteranno nel mio cuore: il bianco e il celeste saranno per sempre parte della mia anima”. Chissà, forse tra un po’ di tempo anche Lotito lo perdonerà.

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