Lucarelli a CM: 'Ternana, una stagione incredibile. Vorrei restare, sono legato alle scelte di Bandecchi. Fiero della gavetta, se trovo un nuovo Lucarelli...'

·5 minuto per la lettura

Cristiano Lucarelli, allenatore della Ternana dominatrice del girone C di Serie C, è stato l'ospite d'eccezione di calciomercato.com in occasione della diretta di oggi sul nostro canale Twitch. Tante domande, a partire dalla cavalcata vincente in questa stagione, e risposte decisamente interessanti e ficcanti, come quello sulla scelta di iniziare la propria carriera dal basso.

"E' stato un passaggio obbligato cominciare dalle realtà più basse e complicate. E' come il neopatentato, che all'inizio deve imparare a guidare con la macchina scassata di mamma e papà... Dopo la vittoria di campionato e Supercoppa con gli Allievi del Parma, avevo la possibilità di restare lì e attendere che arrivasse l'opportunità per salire di categoria, ma ho avvertito la necessità di fare la gavetta e di confrontarmi in un campionato formativo come la Serie C", esordisce subito Lucarelli. Che poi aggiunge: "Ho lavorato anche in contesti molto particolari come a Messina, dove c'erano grandi difficoltà dal punto di vista economico, a trovare anche i soldi per organizzare una trasferta in pullman, per dire...".

Sul campionato stravinto dalla Ternana: "I ragazzi hanno raccolto dei risultati e dei numeri straordinari e la cosa più bella è che a inizio stagione non eravamo accreditati come i sicuri favoriti del campionato, visto che venivamo considerati dietro rispetto a Bari, Avellino, Catanzaro e Palermo. Ho fatto tesoro dell'esperienza da giocatore e ho capito come, per avere successo da tecnico, è importante mettere i calciatori nelle condizioni di rendere al meglio".

Sul suo percorso: "Ancora oggi mi reputo un aspirante allenatore, la mia vera carriera è cominciata solo due anni fa, a Catania. Ricordo con affetto anche l'esperienza di Messina, una piazza dove si arrivò a 30.000 abbonati in Serie C e che è una piazza che fino a poco tempo fa respirava il clima della Serie A. Voglio crescere gradualmente, è più formativo così; sono pochi gli ex calciatori che hanno avuto la possibilità di fare subito il grande salto e per qualcuno di loro magari sono emerse delle lacune durante il loro percorso di crescita. Io voglio fare un passo alla volta e salire di categoria senza fretta".

Sui suoi prossimi passi: "Appena inizi ad allenare, affronti l'ostacolo più duro, che è quello di staccarti completamente dalla dimensione del calciatore per iniziare una nuova professione: è la situazione che ho vissuto anch'io nel passare da giocatore del Napoli a tecnico delle giovanili del Parma. Non immaginavo quanto fosse complicato gestire i rapporti coi giocatori, con i dirigenti. Al di fuori del campo, ci sono tantissimi aspetti da tenere in considerazione, ho impiegato 2 anni a comprenderlo. All'inizio hai un nuovo mondo da esplorare e parti con grande spavalderia, poi, quando arrivano i risultati, inizi a consolidare alcune certezze. Io non vorrei essere un integralista, mi piacerebbe cambiare cammin facendo e trovare sempre delle novità. La costruzione del basso, per esempio, va bene se hai calciatori adatti per proporlo, altrimenti rischi di fare brutte figure".

Sul rapporto col patron della Ternana Bandecchi: "Ho trovato uno dei pochi livornesi a non essere di sinistra? Piuttosto, il presidente è uno dei pochi livornesi coi soldi (ride, ndr)... Dai playoff dello scorso anno col Catania, il suo corteggiamento nei miei confronti è stato un vero e proprio martellamento. Mi considerava la persona giusta, anche a livello carismatico, per allenare in una piazza importante come Terni. Ringrazio il presidente in particolare per avermi dato l'opportunità di far emergere anche il mio lato caratteriale reale, di aver valorizzato la mia immagine al di là delle etichette che mi hanno appiciccato addosso da una trentina d'anni a questa parte". Sul futuro e le parole di disimpegno del presidente: "Avevo una clausola per il rinnovo automatico in caso di promozione in Serie B, ma ora è chiaro che bisogna comprendere le intenzioni del presidente. Mi piacerebbe moltissimo potermela giocare ancora alla Ternana e anche in una categoria diversa come la B. Bandecchi è un imprenditore molto importante e molto organizzato, mi ha illustrato progetti importanti legati al calcio e il mio futuro è legato alle sue volontà, alla sua necessità di avere un centro sportivo adeguato e uno stadio all'altezza delle ambizioni".

Sulla situazioni degli attaccanti italiani, anche in ottica Nazionale: "Oggi sicuramente Immobile e Belotti è il meglio che possiamo presentare, ma non possiamo nasconderci che fino a una decina di anni fa potevamo annoverare il meglio a livello europeo non solo nel ruolo. L'avvento di così tanti calciatori stranieri ha forse frenato un po' il movimento, ma anche noi come italiani ci abbiamo messo del nostro dimostrando una certa pigrizia a confrontarci con la concorrenza straniera".

"Come mi comporterei se mi trovassi a gestire un Lucarelli in una delle mie squadre? Adotterei ovviamente lo stesso codice di regole che vale per il resto della squadra, ma un calciatore con un carattere particolare e in grado di farmi vincere le partite avrebbe inevitabilmente un trattamento diverso. Impazzisco quando sento dire "ai miei tempi, ai miei tempi...", perché le cose sono cambiate in maniera enorme: oggi devi convivere col fatto che i ragazzi abbiano delle abitudini completamente diverse e sei tu allenatore che devi trovare il modo di entrare nella loro testa, portandoli a ragionare come te. Senza imporre nulla, ma cercando di farli ragionare. Ho maturato questa flessibilità da solo, perché sono convinto che se dai poi puoi ricevere: è un modo di responsabilizzare i calciatori, che non sono dei taxi sui quali puoi salire e dai quali puoi scendere quando vuoi".