Lukaku contro Ibrahimovic: chi è davvero il nuovo re di Milano?

Alessio Eremita
90min

​"C'è un nuovo re in città". Ha esordito così sui social Romelu Lukaku al termine del derby contro il Milan, vinto in rimonta dall'Inter per 4-2. Con il sigillo finale proprio dell'attaccante belga, il quale ha esultato togliendosi la maglietta e alzando come fosse uno scettro la bandierina del calcio d'angolo.

Un festeggiamento particolare, ma ben preciso e probabilmente rivolto a ​Zlatan Ibrahimovic (compagno al Manchester United), anch'egli protagonista tra le fila rossonere con un assist e un gol, che però non sono bastati a regalare la vittoria alla squadra di Stefano Pioli.

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Da re Zlatan a re Romelu in una notte. Sarebbe però ingiusto dimenticare uno per esaltare l'altro. Senza retorica né diplomazia, non è sbagliato dire che se non fosse per il risultato finale, saremmo qui a rendere onore a entrambi gli attaccanti. Due fuoriclasse assoluti del nostro calcio.


Dal suo ritorno in Serie A, Ibrahimovic ha collezionato due reti in cinque presenze, ma soprattutto ha donato luce e speranza a una squadra, quella milanista, spenta e disordinata dopo un avvio di campionato alquanto deludente.


E non sono i numeri ragionevolmente più elevati di Lukaku a sminuire l'impatto dello svedese sul Milan. Il bilancio personale del belga conta 21 gol e quattro assist in 30 partite ufficiali tra campionato, Coppa Italia e Champions League.


È dunque corretto affermare che in città sono due i re. E se anche le statistiche dovessero essere confermate una volta conclusa la stagione, non sarà di certo un'annata deficitaria (a livello di club) a determinare l'importanza di Ibrahimovic.

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