Lukaku: 'Mai a Juve o Milan! Ero rimasto male per Conte, ma col rinnovo del contratto sarei rimasto all'Inter'

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Romelu Lukaku rincara la dose. Dopo l'anticipazione di ieri (LEGGI QUI), oggi Sky manda in onda il resto dell'intervista all'attaccante belga del Chelsea: "Quando Conte mi ha scritto che voleva andare via, ci sono rimasto male. Poi è partito anche Hakimi e giravano voci sulle difficoltà delle società... Però sapevo che con Inzaghi sarebbe rimasta la possibilità di rivincere lo scudetto, mio fratello me ne ha sempre parlato bene. Tatticamente è preparatissimo e le sue squadre giocano molto bene, lui e il suo staff sono stati dei veri uomini con me. Invece mi ha dato fastidio che i dirigenti non abbiano nemmeno provato a farmi rinnovare il contratto, in tal caso sarei rimasto al 100%. Ma non sono andato via per i soldi, è una sfida tornare in Inghilterra dove non ho vinto e non sono riuscito a dire no a un club per cui facevo il tifo da bambino. Anche se a dire il vero dopo l'Inter mi immaginavo in un club da sogno come Bayern Monaco, Barcellona o Real Madrid. Ora vorrei giocare di più, ma rispetto le scelte dell'allenatore. Parlerò con Tuchel, stiamo cercando di trovare un sistema di gioco dove trovarci l'un l'altro. Intanto devo continuare a lavorare e aspettare la mia occasione. Dopo il primo anno all'Inter ho rifiutato un'offerta del Manchester City, più alta di quella del Chelsea. Non volevo andare via, non era il momento: prima volevo fare qualcosa di bello".

"Lautaro è il miglior compagno di squadra che ho avuto, in campo avrei dato la vita per lui. Mi manca. Mi raggiunge al Chelsea? No, resta a Milano e torno io". "Se mi chiamassero Juve o Milan? Mai! Mi ero arrabbiato con il mio agente quando mi aveva detto della Juve, in Italia per me c'è solo l'Inter ed è sempre stato così. Ho parlato con i bianconeri solo quando non avevo ancora un'offerta dell'Inter, poi ho aspettato Zhang fino alla fine. E avevo detto al Manchester United che avrei detto no anche se l'offerta della Juve fosse stata più alta di quella dell'Inter".

"Il malore in campo di Eriksen? È stato un momento difficile, mi ha fatto veramente male. La partita con la Danimarca all'Europeo è stata la più difficile che ho giocato nella mia carriera. Spero che possa ricominciare la sua vita normale, non è importante che giochi ancora a calcio o no. Christian non parla tanto, ma è un uomo d'oro ed è stato importantissimo per noi".

"I miei compagni all'Inter sono fratelli per tutta la vita. Spero che vincano ancora, grazie a loro sono diventato il calciatore che sono oggi. Negli ultimi due anni ho passato più tempo con loro che con la mia famiglia, alcuni di loro avevano capito che provocandomi mi facevano incazzare e impazzire in campo. Specialmente Barella, è il peggiore di tutti in questo senso. Ma anche Handanovic, Brozovic e Sensi. Seguo sempre l'Inter e guardo tutte le partite in tv, quando l'Inter ti tocca scatta dentro qualcosa di diverso. Penso sempre a Milano, una città che amo come tutta l'Italia. Ho l'Inter nel cuore, lì ho vissuto il momento più bello della mia carriera e ci sono i migliori tifosi al mondo".

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