Lukaku si vede ancora nell'Inter: 'Aspetto Jay-Z per vedermi segnare a San Siro'

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Romelu Lukaku si gode lo scudetto vinto con l'Inter a suon di rap. L'attaccante belga ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "La musica è importantissima. Non solo un hobby, ma una parte di me. Un modo per tenermi connesso con le difficoltà che ho passato nella vita. Questo campionato è stato eccezionale e pieno di storie all'interno, gli dedicherei la canzone 'H.a.m' di Kanye West e Jay-Z: è di dieci anni fa, ma sempre attuale. Ci dice che bisogna avere fiducia in se stessi per ottenere grandi risultati".

"Gli altri rapper che preferisco sono J. Cole, Kendrick Lamar, Drake, Lil Baby e Why-G. Ma amo il rap anni '90 e i migliori di ogni epoca restano Tupac, Biggie, Nas, 50 Cent e ovviamente Jay- Z: sono i giganti che hanno fatto scuola e cambiato per sempre un genere. Jay-Z dice in D'Evils: 'Nine-to-five is how you survive, I ain't tryna survive. I'm tryna live it to the limit and love it a lot'. Significa: 'Dalle 9 alle 5 sopravvivi, io non sto cercando di sopravvivere. Sto provando a vivere al limite e mi piace molto'. Mi sento così: ho sempre provato a fare tutto al limite, a spingermi in ogni allenamento e partita e per questo ho avuto successo. Voglio fare il mio lavoro al meglio".

"Nel mio rito pre-partita ascolto sempre la stessa playlist speciale, che mi fa compagnia quando arrivo allo stadio, mi dà concentrazione e mi aiuta a tenere focalizzato l'obiettivo da raggiungere. Nello spogliatoio siamo un grande gruppo anche perché c'è molto rispetto reciproco, ognuno ha i suoi gusti e ascolta ciò che vuole". "Ho iniziato a rappare a 21 anni, ero attratto dal ritmo, fantastico da ricreare. Amo il rap, ma ciò che mi interessa di più sono i suoni . Poi ho iniziato a mixare, a produrre basi: così è diventata una passione che coltivo ancora oggi".

"Jay-Z ha avuto un significato grandissimo perché io ho sempre ascoltato la sua musica. Soprattutto nei momenti in cui la mia vita era davvero difficile, i suoi pezzi mi hanno dato la forza di resistere e andare avanti, di guardare la vita in modo diverso. A volte bisogna avere pazienza e prendersi il tempo giusto per diventare grandi. Quando poi l'ho conosciuto, ho visto il suo atteggiamento: sapeva davvero chi fossi e mi ha insegnato come stare al top, come diventare un vincente. Ricordo quando mi ha detto: 'Se davvero pensi che l'Inter sia lo step da fare per vincere, fallo'. Durante il primo anno io e i miei compagni siamo arrivati a un passo dal successo, ma nell'ultima stagione ce l'abbiamo fatta con duro lavoro, pazienza, sudore e sacrificio. Proprio la via che Jay mi aveva indicato. Segnare un gol è la sensazione più bella del mondo dopo quella che ho provato quando è nato mio figlio. Per il resto, io volevo conoscere solo poche persone selezionate nella mia vita. Una di queste era Kobe Bryant, riposi in pace! E l'altra era proprio Jay-Z: quando per la prima volta mi sono trovato a parlare con lui, di vita e non solo di lavoro, c'era anche Dj Khaled: era come un sogno che si avverava. Adesso spero che, pandemia permettendo, venga a Milano a vedermi segnare a San Siro. Alla fine di Sassuolo-Atalanta mi ha telefonato per farmi gli auguri e congratularsi, perché sapeva quanto fosse importante per me vincere il mio primo scudetto in Italia. Mi sento fortunato a poter parlare con lui quando voglio: so che mi copre le spalle e vuole il meglio per me, come Roc Nation (la sua società che gli cura l'immagine, ndr): è un sentimento che ricambio. Il consiglio che mi porto dietro all'Europeo è di credere in me stesso e fare in modo di essere sempre un uomo migliore. È una frase che mi ripeto ogni santo giorno".