Lutto in casa Andretti: il cancro si è portato via John

Francesco Corghi
motorsport.com

Lutto nel mondo delle corse, in particolar modo di quelle statunitensi, che piangono la scomparsa di John Andretti, sconfitto da un cancro al colon a 56 anni.

L'ex pilota di NASCAR e IndyCar non è riuscito a vincere una battaglia iniziata tre anni fa, con cicli di chemioterapia che avevano fatto sperare in bene uno dei tanti corridori di casa Andretti. Nella primavera del 2018 l'oscuro male si era ripresentato e stavolta John si è dovuto arrendere.

Nato a Bethlehem, John era figlio di Aldo Andretti - fratello gemello di Mario - e anche lui si era cimentato a bordo di vetture da corsa arrivando a vincere una gara IMSA a Watkins Glen nel 1986 su una March-BMW M12 con Davy Jones, per poi aggiudicarsi la 24h di Daytona del 1989 come portacolori del team Miller High Life condividendo la Porsche 962 con Bob Wollek e Derek Bell. John aveva centrato il successo anche in USAC Sprint Car e fatto le semifinali in un evento NHRA Top Fuel.

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In Indy car, trionfò nel primo round di Formula CART a Surfers Paradise nel 1991 come portacolori del team di Jim Hall, mentre a Milwaukee venne battuto dal curgino Michael, precedendo però Mario in uno storico podio tutto Andretti, per poi chiudere ottavo il campionato. L'anno dopo arrivò invece la Top5.

Negli anni '90 ha corso per la AJ Foyt Racing la Indy 500, concentrandosi però principalmente sulla NASCAR, nella quale centrò il primato alla Pepsi 400 di Daytona e alla Goody’s 500 di Martinsville.

Nel 2007 era tornato alla 500 Miglia di Indianapolis con la Panther Racing, per poi prendere parte anche alle gare di Speedway con Roth Racing, Dreyer & Reinbold Racing ed Andretti Autosport.

Come persona verrà ricordato sempre molto gentile ed educato, divertente e amato nel paddock anche per i suoi coninvolgimenti in iniziative benefiche.

"E' con grandissima tristezza nel cuore che oggi John Andretti ha perso la sua battaglia contro il cancro - si legge nella nota ufficiale diffusa dalla famiglia - John è stato un marito e padre amorevole, oltre che un cugino sempre molto leale. Era un filantropo, amante dello sport, un compagno di squadra dedito al lavoro e pilota serio, ma soprattutto un carissimo amico. Attraverso Race4Riley, John ha passato decenni ad occuparsi di raccolta fondi per il Riley Hospital dei bambini. Da quando gli è stato diagnosticato il cancro al colon nel 2017, ha sempre promesso di combattere utilizzando le sue forze per diffondere e invitare alla prevenzione".

“Ha lottato duramente fino all'ultimo giorno, nonostante sapesse che la malattia lo avrebbe portato via da noi, ma soprattutto ha aiutato un sacco di gente a sottoporsi a controlli, salvando anche vite. Porteremo sempre con noi il suo spirito genuino, cercando di aiutare altri come facevaa lui. Oggi le nostre preghiere sono per Nancy, Jarett, Olivia ed Amelia, con tutta la nostra famiglia e i fan del mondo. Invitiamo tutti coloro che ci seguono a diffondere l'hashtag #CheckIt4Andretti".

Un pensiero arriva anche dalla Penske Entertainment Corporation, tramite il suo presidente e AD Mark Miles, che recentemente ha assunto il ruolo di padrone della IndyCar e dell'Indianapolis Motor Speedway: "John Andretti aveva un talento da pilota che tutti hanno ammirato nel mondo, anche grazie alla sua gentilezza e lealtà che lo hanno portato ad essere uno dei concorrenti più popolari ed amati. La sua missione in verità era quella di aiutare gli altri e ha speso un sacco di tempo in beneficenza, specialmente con il Riley Hospital di Indianapolis, ma anche nella prevenzione del cancro al colon dall'aprile del 2017 dopo che gli era stata diagnosticata la malattia. Ha sempre avuto un atteggiamento positivo e ha lottato con grinta, il suo ricordo e quello che ha fatto resteranno sempre con noi. Vogliamo porre le nostre condoglianze alla moglie Nancy e ai suoi tre figli, oltre che tutta la famiglia Andretti".

Il Presidente IMSA, John Doonan, ha aggiunto: "Siamo devastati dalla notizia della scomparsa del nostro carissimo amico John Andretti. E' stato un grandissimo talento dell'IMSA, il successo alla 24h del 1989 e le altre tre conquistate lo confermano. Era uno dei concorrenti più versatili che esistessero, ha vinto in IndyCar e NASCAR, arrivando anche a svettare coi dragster. I nostri pensieri e preghiere vanno alla sua famiglia, amici e colleghi, mancherà molto al motorsport".

Steve Phelps, Presidente NASCAR: "John Andretti ha incarnato lo spirito di un Campione e spinto un sacco di gente a lottare contro il cancro. Durante la sua vita ha combattuto duramente in ogni cosa ed è triste sapere che ora non c'è più. La famiglia NASCAR vuole fare le sue più sentite condoglianze alla famiglia di John con relative preghiere".

Anche la famiglia di Motorsport.com si stringe attorno agli Andretti in questo momento molto difficile, porgendo le proprie condoglianze.

Informazioni aggiuntive di David Malsher

John Andretti, Bob Wollek and Derek Bell head to Daytona 24 Hours victory in 1989 driving a Porsche 962.

John Andretti, Bob Wollek and Derek Bell head to Daytona 24 Hours victory in 1989 driving a Porsche 962. <span class="copyright">Sutton Images</span>
John Andretti, Bob Wollek and Derek Bell head to Daytona 24 Hours victory in 1989 driving a Porsche 962. Sutton Images

Sutton Images

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