Mafia, ucciso un boss durante un agguato nel Foggiano

Mafia, ucciso un boss durante un agguato nel Foggiano
Mafia, ucciso un boss durante un agguato nel Foggiano

Lo hanno ucciso sotto casa, a fucilate. È stato assassinato così Pasquale Ricucci, alias “fic secc”, di 45 anni, presunto elemento di spicco di un clan mafioso del Gargano. L'omicidio è stato compiuto durante la serata dell’11 novembre, in via San Pietro, nella frazione 'Macchia' di Monte Sant'Angelo.

L'uomo è ritenuto dagli investigatori al vertice del clan Lombardi-Ricucci-La Torre, erede dei Romito, da sempre in lotta con il clan dei 'montanari' Li Bergolis-Miucci. A quanto si apprende l'uomo era a piedi quando è stato raggiunto da una raffica di proiettili. Almeno nove i colpi sparati dai sicari. Sul posto stanno operando i carabinieri del reparto operativo che attendono l'arrivo del medico legale.

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Pasquale Ricucci ha precedenti per detenzione e porto abusivo di armi e il suo delitto potrebbe essere inquadrato nella sanguinosa faida del Gargano. Una guerra tra clan che ha provocato negli anni decine di morti e tanti casi di lupara bianca.

Finora, nonostante l'impegno di investigatori e magistratura, nessuno è riuscito ad assestare il colpo mortale ai clan garganici perchè l'omertà e l'assenza di 'pentiti' non hanno fatto emergere quelle smagliature che persino la mafia siciliana ha subito. Forse è per questo che l'80 per cento dei 300 delitti di sangue (fonte Csm) che dagli anni Ottanta ad oggi sono attribuibili alla mafia del Foggiano "sono ancora irrisolti", cioè senza un colpevole. Come il quadruplice omicidio dell'agosto 2017 a San Marco in Lamis, dove furono uccisi il boss Mario Luciano Romito, suo cognato e due contadini, forse ritenuti testimoni scomodi dell'agguato.

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Nell'impenetrabile territorio del Gargano gli affari si fanno soprattutto con il traffico di droga e le estorsioni. Gli imprenditori vittime del 'pizzo' negli ultimi anni sembrano essersi addirittura sottomessi alla volontà dei clan: spesso sono loro stessi a recarsi dal mafioso per pagare il pizzo, anticipandone la richiesta.

E pensare che tutto è cominciato molti decenni fa con una faida tra pastori che si contendevano il controllo del territorio. Famiglie che nel tempo si sono trasformate in agguerriti clan mafiosi. Al momento sono una mezza dozzina quelli censiti dalla Dia nel Gargano.

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