Malagò:"Sarei felice se si potesse ripartire al 100% a settembre"

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Askanews

Roma, 10 apr. (askanews) - "Il mondo dello sport mi sembra evidente che oggi, abbastanza alla spicciolata, ma in modo quasi unanime, con tutte le Federazioni, o quasi tutte, sta andando alla chiusura, neanche alla sospensione ma alla cancellazione della stagione agonistica, qualcuna senza polemiche e senza strascichi, qualcuna con qualche colpo di coda che può arrivare da una singola società o dalla Lega in questione. E' un dato di fatto, è sotto gli occhi di tutti, negarlo sarebbe ridicolo e ipocrita che il calcio vuole andare avanti e quindi si mette in una situazione diversa rispetto alle altre discipline, questo è sicuramente un fatto ormai acclarato". Sono le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò a Radio Radio.

"Ricordiamo un aspetto giuridico dello sport imprescindibile: gli unici soggetti che hanno potere su assegnazione scudetto o sul blocco del campionato sono le Federazioni, sentito il presidente e il consiglio federale. Il calcio ha delegato l'organizzazione alle Leghe. La federazione di rugby, volley e basket hanno deciso di fermare il campionato e non assegnare lo scudetto. Nel calcio, in caso sarà la Figc a prendere le decisioni sul campionato. In quanto a me, presidente del Coni, se mi esprimessi su una tematica che non mi compete sarei criticato. Per cui mi tengo per me il mio pensiero. La ripresa del campionato? In teoria ci sono i tempi ma deve andare tutto bene. La certezza di finire però non te la dà nessuno. Ci sono una serie di problematiche che vanno riviste e poi soprattutto ci si deve augurare che non si incappi in un nuovo problema e nel tal caso ti ritroveresti ad aver pregiudicato la stagione successiva e di fatto anche fermare di nuovo la stagione che è appena ricominciata. Sono moltissime le variabili che incidono in tutto questi. Molto dipenderà dal primo dpcm che consentirà la ripresa degli allenamenti e con il governo i contatti sono costanti non soltanto per le sorti della stagione in corso" spiega ancora Malagò. (segue)

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