Malagò sotto accusa. La guerra per lo sport sul tavolo di Spadafora: Mediazione o colpo di grazia?

Stefano Baldolini
Coni
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Per capire quanto Giovanni Malagò, presidente del Coni colpito al cuore dalla riforma dello sport dell’ex sottosegretario leghista Giorgetti, abbia tutt’altro che concesso l’onore delle armi, basta un dettaglio rivelatore. Siamo nei minuti dell’accettazione dell’incarico da parte di Conte, pomeriggio del 4 settembre scorso, e mentre i lanci di agenzie davano il premier verso il Quirinale, e il nuovo governo quasi fatto, dal presidente del Coni partivano delle vere e proprie cannonate contro l’ad di Sport e Salute, Rocco Sabelli. Una per tutte: “Poteva funzionare solo con un’armoniosa collaborazione, ma essendo mancati da parte di Sabelli argomenti di rispetto, ognuno va per la sua strada”. 

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Altro che “armoniosa collaborazione”, quella tra le due entità che da gennaio scorso dovrebbero gestire lo sport italiano è una vera e propria guerra senza esclusioni di colpi. Fatta di revoca di centinaia di biglietti del Coni per le partite di Roma e Lazio, di lettere - più o meno dovute - inviate al Cio di Losanna da parte di Malagò, dei conseguenti allarmi per possibili esclusioni dai Giochi di Tokyo 2020 e di Milano Cortina, con rivoli di sangue che finisce per scorrere anche tra Coni e federazioni come quella del tennis guidata da Binaghi - esplicito nel definire “sconvolgenti” le lettere di Malagò al Cio e nel chiedere immediati chiarimenti - con al centro la querelle della copertura dello stadio del tennis del Foro Italico, sede degli Internazionali di Roma.  

Una guerra che, secondo fonti di governo, deriva dalla presa d’atto da parte di Malagò che con la legge delega dello scorso agosto i giochi fossero ormai fatti, e che fosse definito completamente il perimetro del nuovo Coni: ossia la sola preparazione alle Olimpiadi. Troppo poco per chi per anni ha avuto in mano tutto lo sport italiano, e che, presumibilmente ha visto nel cambio di regime politico l’opportunità per rientrare in partita, e, per esempio, tornare a decidere...

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