Maldini allontana il Milan: "Mi vedono come un problema"

Paolo Maldini ha sempre il Milan nel cuore, nonostante non vesta più la maglia rossonera dal 2009. E ora che la cessione del club dovrebbe essere finalmente ben avviata, anche lui spera di rivedere una squadra all'altezza come quella in cui lui ha giocato per più di due decenni.

"Da cinque anni non vinciamo nulla e da tre non andiamo in Europa - le parole dell'ex capitano, intervistato dal giornalista inglese Grant Wahl per 'Planet Futbol' - Bisogna capire quanto i cinesi vorranno investire nel Milan: ne servono tanti per tornare ai livelli di un decennio fa".

Lui, però, nonostante abbia avuto in un passato molto recente la possibilità di tornare sotto un'altra veste non ha mai riallacciato ufficialmente i rapporti con il club: "Se un giorno potrò tornare, sarò felice di farlo. Ma in questo momento al Milan mi vedono come un problema per la mia indipendenza. Vediamo cosa potrà accadere".


E poi, via con l'amarcord: "Il compagno da cui ho imparato maggiormente? Franco Baresi, un esempio anche con poche parole". E l'avversario più forte affrontato: "Maradona. E anche Ronaldo: prima che si infortunasse era davvero difficile tenerlo".

Anche gli allenatori sono di altissimo livello: "Sono partito con Liedholm, che mi ha fatto debuttare. Quindi Arrigo Sacchi, Fabio Capello e il mio amico Carlo Ancelotti. Ma è stato bello anche essere allenato da mio padre Cesare, nell'Under 21, nella nazionale maggiore e per qualche mese al Milan".

Si chiude con il compagno più forte con cui Maldini ha giocato: "Baresi, ma anche van Basten, il più completo di tutti. Anche se di campioni ce ne sono stati tanti: Gullit, Kaká, Shevchenko...".

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