Maldini: "Champions traguardo meritato, Pioli mai in discussione. Donnarumma? Ci sarà tempo"

"Credo che nessuno possa smentire il fatto che sia un traguardo meritato, l'abbiamo fatto credendoci e soffrendo". È il commento di Paolo Maldini a Sky Sport dopo la qualificazione del Milan per la prossima Champions League: "Siamo la squadra più giovane d'Italia, dobbiamo riuscire a far dimenticare quello che è stato il Milan di Berlusconi. Ci è stato chiesto di abbassare il monte ingaggi, bisogna essere creativi. La società è stata di supporto, mister e giocatori hanno fatto un lavoro fantastico. La mentalità di non avere alibi ha creato un qualcosa di non normale, è stato il nostro segreto".

Paolo Maldini | Jonathan Moscrop/Getty Images
Paolo Maldini | Jonathan Moscrop/Getty Images

Sui momenti difficili:
"Non posso negare che i momenti difficili ci siano stati, non abbiamo rimpianti su quello che è successo, le cose potevano essere fatte addirittura meglio. Siamo stati premiati per le scelte fatte, non solo i giocatori ma anche di comportamenti e comunicazione. Ci ha salvaguardato nei momenti difficili".

L'atteggiamento col gruppo:
"Il ruolo cambia e ho dovuto fare la mia esperienza. Ho avuto la fortuna di aver iniziato con Leonardo dal quale ho appreso tanto. C'è sempre qualcosa da imparare. Essendo questa una squadra molto giovane le chiacchierate con i singoli sono molto più frequenti di quelle che facevano con noi i nostri dirigenti. Coinvolgere tutti è la sfida più grande, molti si sentono di passaggio, altri sono in prestito, la condizione del Covid non ci ha aiutato. È stato un lavoro giornaliero, ti dividi tra campo e scrivania. È un lavoro in cui c'è da imparare sempre, spero di poterlo continuare a farlo per tanto tempo perché sinceramente mi trovo bene".

Su Pioli:
"La verità è che non c'è mai stata una messa in discussione di Pioli. Bisogna sempre ricordarsi da dove siamo partiti, dopo il 5-0 che abbiamo subito proprio qua lo dicevamo. Siamo stati onesti nel dire le cose, non abbiamo parlato tanto ma abbiamo sempre detto la verità".

Su Donnarumma:
"Ci sarà tempo. Ora non posso dirti niente, non è neanche giusto dire qualcosa stasera. Abbiamo parlato poco ma quando lo abbiamo fatto non abbiamo mai detto bugie. Non è il momento di parlare ma di festeggiare, lui era uno dei più contenti. È un traguardo che è passato anche attraverso le sue parate".

Da quanto tempo non senti la musichetta?
"Io da un po', il Milan da sette anni, questo non è un punto di arrivo. Siamo contenti, abbiamo fatto un percorso fantastico ma il Milan deve essere in Champions stabilmente anche per competere economicamente con gli altri club. Per crescere dobbiamo essere stabili in Champions come Napoli, Roma, Juventus e Inter".

Ci avete sempre creduto?
"Noi ci credevamo anche quando le cose non andavano proprio bene. Si vedevano cose diverse, si vedeva che i giocatori avevano potenzialità per fare di più. Si vorrebbe tutto e subito, ma con i ragazzi di 20 anni che indossano una maglia prestigiosa non è così. La pazienza nel calcio non esiste, non tutti riescono a vedere i segnali positivi. Questi sono ragazzi che possono fare anche meglio, a 20-21 anni non seri forte come lo sei a 25".

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