Mancini protegge a oltranza Immobile, ma in tre spingono per una maglia al Mondiale. E il progetto Zaniolo...

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Roberto Mancini continua a coccolarsi il suo unico vero centravanti di ruolo, con esperienza internazionale consolidata, ma per Ciro Immobile il tempo per provare a correggere la sua traiettoria in Nazionale inizia ad essere sempre di meno. Corre, lotta, si sbatte e si sacrifica per la squadra, ma che sotto il profilo realizzativo non riesca ad essere l'implacabile bomber di biancoceleste vestito - 83 reti nelle ultime tre stagioni - non è più una notizia. "Nella squadra di club si gioca con più tranquillità, la Nazionale porta un po' più di pressione. Vedremo domani mattina come starà anche lui e poi decideremo. Abbiamo diverse soluzioni", ha dichiarato il nostro ct.

DIFESA D'UFFICIO - Parole dietro le quali si nasconde una difesa convinta, ma pur sempre d'ufficio, del suo attaccante di riferimento in questa tornata di convocazioni - l'alternativa Belotti è ko, Raspadori e Scamacca sono giovani in rampa di lancio ma pur sempre acerbi e Kean deve recuperare terreno - ma che lasciano intendere anche come l'attesa per il salto di qualità di Immobile non sarà infinita. Contro la Svizzera c'è bisogno di portare a casa l'intera posta, per cancellare il mezzo inciampo con la Bulgaria e non complicare la corsa verso il prossimo Mondiale, ragion per cui difficilmente il nostro allenatore andrà a stravolgere più di tanto la formazione dell'ultima partita. Il ragionamento cambia pensando più in prospettiva, a dicembre 2022 e al Qatar, dove il livello sarà ancora più alto rispetto all'Europeo recentemente conquistato. Dove l'Italia sarà nuovamente attesa come una delle favorite per la vittoria finale e sarà dunque studiata; dove servirà avere quel giocatore in grado di fare la differenza quando ce ne sarà bisogno.

LE SCOMMESSE DEL MANCIO - La risposta a questo dubbio amletico è in qualche modo contenuta nelle stesse scelte di Mancini che, in assenza di un giovane centravanti da 25 gol attualmente nel nostro campionato, è chiamato ad investire ancora una volta sulla sua fiducia nei talenti emergenti e su una crescita più rapida del previsto dei vari Raspadori, Scamacca e Kean. Sono loro gli attaccanti che, per fisico e qualità tecniche, sono in possesso dei "colpi" per venire fuori alla distanza e consentirci di non aver davvero più nulla da invidiare alle big internazionali. C'è poi quel progetto, riposto forzatamente in soffitta nel settembre 2020, quando Nicolò Zaniolo sembrava potersi candidare ad un ruolo da protagonista in vista di un Europeo poi vinto da dominatori: un centravanti atipico, un concentrato di eleganza e forza fisica per togliere punti di riferimento ai nostri avversari e risultare ancora più imprevedibili. "Abbiamo diverse soluzioni", recita Mancini. Oggi quello Zaniolo è tornato e per Immobile il tempo inizia ad essere tutt'altro che un alleato in vista del Qatar.

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