Mancini: Serie A torni a grandi livelli. Totti? Roma nel destino

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Roma, 20 nov. (askanews) - Amico da una vita il Ct della Nazionale italiana di calcio, Roberto Mancini, è intervenuto questo pomeriggio alla presentazione de "La partita della vita", l'autobiografia di Sinisa Mihajlovic, tecnico del Bologna, scritta assieme al giornalista Andrea De Caro. Lo stesso allenatore serbo ha presentato il libro in diretta sul sito de La Gazzetta dello Sport e durante l'evento è intervenuto Mancini, compagno d'avventura con Sampdoria, Lazio e Inter. "Io sono negativo da oggi pomeriggio. Ne sono uscito e sono contento. Credo che non ci sia nessuno che non creda che non esista. C'è chi lo prende più forte e chi meno, ma l'attenzione deve esserci sempre. Può prenderlo in qualsiasi situazione" ha detto Mancini annunciando la sua negatività al Covid. Poi ha parlato del rapporto con Mihajlovic: "Dopo sua moglie credo di essere la persona con la quale ha condiviso più momenti. Più facile averlo da giocatore o da collaboratore? Non ci sono mai stati problemi o difficoltà. Ci siamo incrociati in Coppa dei Campioni in uno Stella Rossa-Sampdoria e avrei voluto averlo a Genova ma c'erano regole diverse per gli stranieri. Per me, comunque era perfetto per la Samp. Più belli gli assist di Mihajlovic o i miei gol? Si era creato un grande feeling fra noi, ci capivamo perfettamente. Quando aveva la palla sapevo che la palla mi arrivava sempre precisa. Aveva un mancino piuttosto discreto, anzi perfetto. Dovevi fare solo il movimento giusto. Il momento della malattia di Sinisa? L'amicizia, al di là di qualche momento in cui non ti frequenti, quando è come la nostra non si può sciogliere. Ci possono essere momenti difficili ma di fronte a certe situazioni ho sentito il bisogno di andarlo a trovare perché mi sembrava impossibile che avesse una cosa così terribile. Tutto il resto a quel punto è passato in secondo piano. Totti? E' il più forte degli ultimi 20 anni, prima c'eravamo io e Sinisa. Totti in Nazionale? Totti deve fare quello che vuole, quello che lo diverte. Credo che prima o poi sia comunque destinato a tornare alla Roma. La speranza è quella di tornare ad avere un campionato competitivo: "Tutti noi abbiamo avuto la fortuna di giocare nella Serie A migliore che si sia mai vista, con grandi campioni e un grandissimo rispetto fra noi. Tornare al periodo delle Sette Sorelle? Per 20 anni è stato il campionato più bello di tutti. Qualsiasi partita poteva finire in modi imprevedibili e i gli stadi erano sempre pieni. Speriamo di poter tornare a quel livello".