Mancini a sorpresa: "Mi piacerebbe allenare il Celtic"

L'Inter attuale fa felice anche Mancini, che sente ci sia anche un po' di sé nella squadra di Spalletti. E sulla nazionale: "Io CT? Sarebbe un onore".

In estate ha detto addio all'Inter a pochi giorni dall'inizio del campionato, lasciando un vuoto che la società nerazzurra ha colmato chiamando Frank de Boer, scelta non rivelatasi azzeccata: Roberto Mancini è ora libero ma non perde l'occasione per parlare dei suoi progetti futuri.

Intervistato da 'Sunday Post', il tecnico di Jesi ha rivelato un sogno per la panchina: "Mi piacerebbe tanto allenare in Scozia, lì i tifosi sono eccezionali e li amo. Magari se un giorno il Celtic allestisse una squadra in grado di competere in Europa potrei decidere di allenarlo, perché no. Celtic e Rangers in Premier League? Sarebbe la fine del calcio scozzese".

Anche la Nazionale è un obiettivo: "Credo che allenarla sia il sogno di ogni allenatore: ora però preferisco concentrarmi sulle squadre di club, per quello c'è ancora molto tempo".

No alla Cina: "Ho ricevuto delle offerte ma le ho rifiutate perché penso che il calcio vero si giochi in Europa. Allenare in Spagna, Francia ed Inghilterra nuovamente non mi dispiacerebbe. In Italia abbiamo i migliori tecnici, lo dimostra quello che stanno facendo Conte ed Ancelotti, oltre all'impresa di Ranieri col Leicester, un vero e proprio miracolo sportivo".

Sorpresa sul flop del Manchester City di Guardiola: "I 'Citizens' hanno la squadra più forte sulla carta, è strano. Allenare in Premier non è facile, lì ci sono anche 6 squadre a contendersi il titolo. Pep al Barcellona aveva fenomeni come Messi, al Bayern era semplice perché è ormai da anni che domina in Germania".

Ancora rimpianti per l'esperienza all'Inter: "Praticamente è stato gettato via un anno e mezzo di lavoro, peccato. Potevamo essere ancora più vicini alla Juventus e lottare per traguardi importanti".

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