Mandorlini a CM: 'Simeone come un figlio, ho sempre creduto in lui. L'ho paragonato a Toni, Luca si è arrabbiato'

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Per capire il rapporto che c'è tra Giovanni Simeone e Andrea Mandorlini basta una frase dell'allenatore: "Per me è come un figlio". Amore paterno, esploso da febbraio ad aprile 2017 quando i due hanno lavorato insieme al Genoa. Oggi il Cholito gioca nel Verona e a suon di gol è diventato l'uomo copertina della Serie A: dopo quattro reti alla Lazio ne ha segnate altre due alla Juventus: "Sta facendo benissimo - racconta Mandorlini nella nostra diretta Twitch - rispetto al passato oggi ha trovato l'ambiente ideale e la mentalità giusta".

MOMENTO TOP - Qualche difficoltà nell'ultima esperienza a Cagliari, ma le qualità fuori dal campo non si discutono: "E' un ragazzo fantastico, un generoso che forse prima spendeva troppe energie correndo dietro a tutti, e così perdeva un po' di lucidità sotto porta. Ora lo vedo molto più concreto, rispetto al periodo nel quale stava con me è migliorato molto". E Mandorlini sorride soddisfatto: Adesso inizia ad avere anche più esperienza, sta raccogliendo meritatamente i frutti del suo lavoro".

PADRE & FIGLIO - Il Cholito è un figlio adottivo di Mandorlini, che quello vero, Matteo, l'ha allenato a Padova: "Non so il rapporto tra Giovanni e il Cholo, ma l'anno scorso io ho allenato mio figlio e posso dirvi che chiaramente il rapporto è diverso. Cambia anche il modo di lavorare. Penso che Giovanni abbia preso la generosità che aveva il padre quando giocava, sono molto contento che stia facendo bene; ho sempre creduto in lui".

IL PARAGONE - Poi scatta l'aneddoto: "Ricordo che una volta avevo detto a Giovanni che per la generosità che mette in campo e la voglia di non risparmiarsi mai assomigliava a Toni, ma quando incontrai Luca si arrabbiò per questo paragone. Io mi auguro di non essermi sbagliato, ora sta facendo tanti gol a Verona come li ha fatti Toni che è stato il più grande attaccante che io abbia allenato".

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