Maradona, gli ultimi giorni tra degrado e abbandono

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Diego Armando Maradona ci ha lasciato da oltre una settimana, ma la sua morte si tinge sempre più di giallo. E mentre si cerca di capire cosa abbia realmente provocato il decesso dell’ex campione 60enne (l’autopsia appena eseguita ha fatto emergere dettagli inquietanti), si scopre anche che il Pibe de Oro ha trascorso gli ultimi istanti di vita “tra miseria, sporcizia e abbandono”.

Da qualche ora circolano sul web le immagini shock della sua ultima camera da letto: Maradona sarebbe morto nella sala da biliardo della sua casa di La Plata. Come riporta il Corriere della Sera, la stanza era in condizioni pessime: "Un materasso matrimoniale nero, senza lenzuola, con un televisore mezzo incellofanato e rovesciato sopra; l'affaccio su un canale e le finestre prive di tapparelle; un angolo cottura e box di panini sbocconcellati; scaffali vuoti e sul pavimento sporte di cata piene di panni, vicine a sacchi di plastica con effetti personali".

Una descrizione della "tomba" di Maradona che mette i brividi e al contempo commuove. Altro che "assistenza ospedaliera h24", così come era stata chiesta per Diego. Degrado puro e nessuna traccia di defibrillatore o bombole d'ossigeno. Il più grande giocatore di tutti i tempi, insomma, "gettato" in una sala da biliardo, fino alla morte.

Una delle stanze della casa di Maradona (Clarin)
Una delle stanze della casa di Maradona (Clarin)

L'autopsia rivela: il cuore pesava il doppio

Intanto è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Maradona. Il suo cuore pesava il doppio di quello normale. E si fa largo l’ipotesi clamorosa che ad ucciderlo sia stato un cocktail di psicofarmaci. Sei le sostanze che potrebbe aver assunto contemporaneamente e che difficilmente avrebbe potuto sopportare un uomo come lui, con tante altre patologie. I test su capelli, sangue, urina e sul tessuto di cuore, polmoni e fegato del campionissimo sveleranno a breve la verità.

Ciò che si vocifera a Buenos Aires è che se venissero trovate nel sangue o nei capelli di Diego tracce di cocaina, allora vorrebbe dire che qualcuno della ventina di persone che avevano accesso all'ultimo rifugio di Maradona e che dovevano proteggerlo, lo ha invece rifornito di droga, visto che lui non era in grado neanche di camminare da solo nelle ultime settimane.

Di certo c'è che le disposizioni date dal neurochirurgo Luque e dalla psichiatra Cosachov all'infermiera che aveva il compito di tenere d'occhio Maradona al Tigre (“Non faccia nulla e non si avvicini”) fanno impressione. E gli inquirenti hanno ribadito che il ricovero è stato inadeguato. Per questo hanno già convocato il dottor Cahe, per 33 anni medico personale di Maradona. Oggi tutte le strade della giustizia vanno contro la psichiatra e, soprattutto, il dottor Luque, ma anche i famigliari pare abbiano gravi responsabilità.

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La sorella Ana accusa le figlie di Diego

L’ultima accusa arriva infatti da Ana Maradona, una delle sorelle maggiori dell’ex campione argentino. “Le figlie Dalma e Giannina quando sono venute a trovarlo? Mai, mai”. Una denuncia grave: il Pibe, negli ultimi tempi, era stato abbandonato. La donna è intervenuta durante il programma “Los Angeles de la Mañana” su Canale 13.

Ana ha parlato dei suoi rapporti con Diego. Un legame forte, dettato solo dagli affetti e mai dagli interessi, come ha sottolineato nel corso dell’intervista, ripresa anche dal Diario Olé: “Non accetto speculazioni. Nessuno viveva con i soldi di Diego, nessuno. Era molto generoso, sì, era generoso, a volte ci aiutava, ci dava qualcosa, ma niente di più. Non vivevamo sulle sue spalle. Mai è stato così. Troppi parlano invece di stare zitti. Mi auguro che si rispetti il dolore che abbiamo”.

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