Marasco (Logico): "Reintroduzione sponsor betting intervento giusto in difesa legalità"

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Se lo Stato dovesse ritornare sui propri passi sul divieto di pubblicità "sarebbe un intervento giusto, una mossa strategica nel perimetro della difesa della legalità, prima ancora di un aiuto verso calcio e dello sport più in generale". Moreno Marasco presidente dell'associazione Logico, commenta così la proposta del presidente di Serie A Paolo Dal Pino riguardo la reintroduzione della sponsorizzazione dal betting nel calcio. "Non si tratta di un aiuto, si tratterebbe solamente di restituire ai privati la facoltà di sottoscrivere contratti di sponsorizzazione", aggiunge Marasco ad Agipronews. "Come lo faremo? In assenza di una revisione normativa che tenga conto delle linee guida europee in materia di pubblicità, siamo già pronti con la nostra autodisciplina e la collaborazione con l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, al fine di garantire che creatività e messaggi siano all’insegna della responsabilità sociale".

Le società di calcio "potrebbero recuperare i mancati introiti negli ultimi due anni, mentre alle aziende si restituirebbe la sacrosanta e legittima visibilità necessaria per sostenere legalmente il perimetro di difesa della legalità da esse esercitato", spiega ancora il presidente dell'associazione Logico. "Se c'è una possibilità di rivedere definitivamente e per sempre la possibilità di sponsorizzazioni dal betting nel mondo del pallone? Questo non dipende da noi, né noi l’abbiamo chiesto, quantomeno nei termini di sovvenzione o finanziamento al calcio. L’obiettivo non è quello".

Infine, chiosa su quanto tutto questo possa incidere sul gioco patologico: "Dubito – e studi dimostrano - che la visibilità di un marchio a bordocampo incida in maniera così preponderante sui comportamenti d’acquisto, men che meno sulla compulsività. La pubblicità permette ai consumatori di orientarsi all’interno di una scelta che desiderano già compiere, tuttavia non genera domanda ove essa non esista. Altri rimedi? Non si sarebbe giunti al divieto di pubblicità e sponsorizzazione, se, sin dal 2016, si fosse regolamentata qualitativamente la comunicazione pubblicitaria - ovvero implementando correttamente Balduzzi e Raccomandazione UE in materia di pubblicità del settore specifico, anziché lasciare i concessionari in regime di autodisciplina".