Massimo Bottura: "Abbiamo rispettato le regole, tanti si sono indebitati. Le mie 5 idee per salvare i ristoranti"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
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(Photo: LightRocket via Getty Images)
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“Oggi più che mai ci sentiamo soli”. Lo chef stellato Massimo Bottura lancia un appello al governo dalle pagine del Corriere della sera, dopo le restrizioni previste dall’ultimo dpcm per bar e ristoranti. La chiusura anticipata alle 18 comporta pesanti perdite, per alcuni locali insostenibili. Lo scoramento è forte, ma Bottura pensa a misure risolutive per far convivere prudenza e sopravvivenza.

“Abbiamo chiuso a marzo e ci avete chiesto di riaprire dopo tre mesi rispettando le regole. L’abbiamo fatto. In tantissimi si sono indebitati per mettersi in regola: mascherine, gel, scanner di temperatura, saturimetri, sanificazione dell’aria, test per tutto lo staff, ingressi alternati, tavoli distanziati. Per uscire da questa crisi senza precedenti, abbiamo bisogno di speranza e fiducia. La speranza è quella che ci mantiene in una condizione attiva e propositiva. La fiducia è credere nelle potenzialità personali e degli altri”


Si rischia la depressione, scrive Bottura. Per far sentire la propria vicinanza ai ristoratori chiede al governo cinque provvedimenti.

1) Della chiusura serale almeno alle 23.
2) Di liquidità in parametro ai fatturati.
3) Della cassa integrazione almeno fino alla stabilizzazione del turismo europeo.
4) Della decontribuzione 2021 visto che per il 2020 abbiamo già adempiuto in pieno.
5) Dell’abbassamento dell’aliquota Iva al 4% per il prossimo anno.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.