Materazzi ricorda i Mondiali del 2006: "Abbiamo bullizzato la Germania"

Goal.com

Le ultime settimane sono state estremamente complicate per tutti. L’emergenza Coronavirus ha imposto delle nuove abitudini e il restare a casa per evitare il possibile contagio è diventato più che una semplice misura di sicurezza.

Marco Materazzi, in un’intervista rilasciata sul profilo Instagram della Gazzetta dello Sport, ha spiegato come sta vivendo questo momento.

“Adesso bisogna prendere le giuste precauzioni, Perugia è spettrale come tutta l’Italia. All’inizio in molti hanno preso questa emergenza stato gamba, adesso invece giustamente la gente ha paura. Adesso non ci sono colori e fede, c’è solo la bandiera italiana. Sento spesso il Papu Gomez, a Bergamo stanno vivendo un momento difficilissimo. Dobbiamo darci una regolata altrimenti sarà difficile venirne fuori”.

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In questi giorni nei quali in molti sono costretti a restare in casa, Sky ha mandato in onda le partite di Germania 2006, quelle che hanno portato al trionfo degli Azzurri.

“Le ho riviste tutte e devo dire che ho giocato anche bene, ho fatto meglio in semifinale che in finale. A volte uscivo un po’ troppo fuori, ma potevo anche andarmi a prendere un caffè, dietro a me c’erano Cannavaro e Buffon. Venivamo tutti da un momento difficile, ma abbiamo dimostrato che lo sport può unire una nazione”.

L’ex difensore dell’Inter ha ricordato la mitica semifinale con la Germania.

“Con i tedeschi siamo stati un po’ cattivi, li abbiamo bullizzati. Sembravano pulcini che giocavano contro la Nazionale italiana e a casa loro. E’ stata una grandissima soddisfazione, la partita delle partite, penso che sia stata la vera finale”.

Materazzi ha spiegato qual è il giocatore più forte che ha incrociato in carriera.

“Ho giocato contro tutti i più forti e il migliore è stato Ronaldo, il brasiliano. Cristiano Ronaldo è un robot, non poteva essere diversamente l’ho battezzato io alla prima partita. E' uno che gioca e vince, ma il Fenomeno ti aspettava, di derideva e andava a fare goal. Era forte e velocissimo, peccato solo che l’ho avuto con me dopo due infortuni, con lui avrei vinto di più”.

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