McKennie: "Juventus il più grande club d'Italia. Cristiano Ronaldo? Non ci credevo"

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Weston McKennie è stato testimonial dei playoff della Major League Soccer. Queste le dichiarazioni del centrocampista statunitense, che ha colto l'occasione per raccontare le sue sensazioni sul primo anno alla Juventus.

JUVENTUS - "Ovviamente la Juventus è il club più grande d’Italia e quindi ogni volta che vado in città, cosa che non faccio spesso, vengo fermato forse ogni dieci metri. Uscire è una delle cose che mi piace di più fare, perché amo interagire con le persone, ma mi piace anche godermi la mia privacy. Anche se indosso maschera e cappuccio, la gente mi riconosce. Qui a Dallas ogni tanto qualcuno mi riconosce ma io cerco di andare avanti, in Italia ti inseguono per duecento metri, entrano nei negozi nei quali sei entrato, ti mettono all’angolo e ti scattano foto. E’ una cosa che fa parte del mio lavoro, ma io vorrei godermi una passeggiata o portare fuori i cani. In Italia anche i miei cani riconoscono, quindi è un po’ più difficile uscire".

Weston McKennie, Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala | Jonathan Moscrop/Getty Images
Weston McKennie, Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala | Jonathan Moscrop/Getty Images

CRISTIANO RONALDO - "La prima volta che ho visto Ronaldo stavo entrando nella stanza del fisioterapista per andare dal mio medico e l'ho visto uscire in mutande. Ho pensato, 'Oh mio Dio, è davvero lui!'. Ho fatto tutto il possibile per comportarmi normalmente e non passare per un fan totale, perché sarebbe stato il mio compagno di squadra".

NFL - "Cosa avrei fatto nella vita se non fossi diventato calciatore? Probabilmente avrei giocato nel football americano. Ci giocavo prima di trasferirmi in Germania perché mio padre era nell'esercito. Questo è uno dei motivi per cui ho iniziato a giocare a calcio, perché in Germania non ce l'avevano per la mia età. Probabilmente giocherei a football americano. Penso che avrei potuto fare la NFL. Sono uno di quei ragazzi in cui qualunque cosa faccio cerco di dare il mio 100%. Quindi se avessi continuato magari...".

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