Meite, due errori che costano le Coppe: Pioli, ha ancora senso puntare su di lui?

Alessandro Di Gioia
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Due errori decisivi, che sono costati al Milan l'eliminazione prima dalla Coppa Italia, in seguito al derby perso per 2-1 nei quarti di finale contro l'Inter, e poi dall'Europa League, ieri sera dopo la sconfitta casalinga negli ottavi di finale contro il Manchester United. Riassumere l'avventura rossonera di Soualiho Meite da gennaio ad oggi solo con questi due episodi sarebbe riduttivo, ma purtroppo per il centrocampista francese sono quelli che restano impressi: l'inutile, per quanto dubbio, intervento irregolare commesso al limite dell'area su Lautaro che è costato il 2-1 da parte di Eriksen su calcio di punizione, a gara ormai avviata verso i supplementari, e l'irritante cincischio in area di rigore contro la squadra di Solskjaer, che ha consentito a Pogba di rubare il pallone e freddare Donnaurmma, per il gol qualificazione degli inglesi.

I DETTAGLI FANNO LA DIFFERENZA - Eppure, dopo un inizio molto complicato, l'ex Torino non sta disputando partite insufficienti con il Milan, anzi: ieri era stato uno dei più positivi durante la prima frazione di gioco, e in generale nell'ultimo periodo il classe 1994 si è distinto per la consueta quantità, abbinata a una crescente qualità. Ma nel calcio di questi livelli sono gli episodi a fare la differenza e le due topiche che sono costate le eliminazioni da Coppa Italia ed Europa League pesano come macigni sulle spalle del francese.

PRESO PER FARE IL QUARTO, E' DIVENTATO UN TITOLARE - Il quale, va detto, era stato preso nel mercato invernale per fare il quarto centrocampista, dietro a Kessie, Bennacer e Tonali. Invece si è trovato più volte titolare di quanto fosse avvenuto sotto la Mole Antonelliana in una squadra che lotta per non retrocedere, e per di più in tutti i ruoli: mediano e persino trequartista, nello sfortunato tentativo di Pioli contro l'Atalanta.

LA 'SECONDA SCELTA' MEGLIO DI TONALI - Spesso è accaduto per necessità, ma nella serata di ieri in panchina erano presenti sia Sandro Tonali che Ismael Bennacer, seppur in non perfette condizioni: forse, col senno di poi, si poteva cercare di conferire maggiore qualità alla mediana, vista la contemporanea presenza di Franck Kessie, già abile diga di centrocampo. L'arrivo di Meite a gennaio è stato un ripiego, dopo che Maldini e Massara non erano riusciti ad arrivare al quarto centrocampista che a Pioli serviva già dall'estate: dopo aver perso il primo obiettivo Kouadio Koné, giovane 2001 di prospettiva, e non aver avuto successo anche nei piani alternativi, i dirigenti rossoneri hanno puntato sull'"usato sicuro", sfruttando anche la difficile situazione del 28enne in seno al Torino, dove era ormai fuori squadra.

I DETTAGLI ECONOMICI E IL QUESITO A PIOLI - Meite ha firmato per 6 mesi a 800mila euro (la metà dell'ingaggio da 1.6) ma ha già sottoscritto il contratto sino al 2024 in caso di riscatto: il Milan ha investito 500mila euro per il prestito fino a giugno, mentre in caso di trasferimento a titolo definitivo, al Toro andranno altri 8.5 milioni di euro (da considerare altri 1.5 milioni di bonus per il club granata). Il francese ha dimostrato di poter essere un buon rincalzo nelle gare di campionato contro squadre di medio-bassa classifica, ma l'investimento di 10 milioni, seppur relativamente basso, probabilmente non "vale la candela" in un periodo comunque di magra, per il mercato. Probabilmente conviene investire su un interprete più giovane e futuribile: per questo motivo, ha senso per Stefano Pioli, da qui a fine campionato, continuare a puntare su di lui? Ai posteri l'ardua sentenza.

@AleDigio89