Mercedes: fumate di olio per non rompere un altro motore!

Franco Nugnes
motorsport.com

Lo diciamo subito: non si è rotto il sesto motore. Lewis Hamilton sta girando con regolarità con la W11, risultando il pilota che ha percorso più strada nell’ultima giornata di test collettivi a Barcellona. In certi punti della pista catalana la Mercedes non ha bisogno di GPS per essere individuata, perché la freccia d’argento produce delle fumate che la rendono facilmente riconoscibile al suo passaggio, anche da molto lontano.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11

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Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11 Mark Sutton / Motorsport Images
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Mark Sutton / Motorsport Images

Cosa sta succedendo al 6 cilindri turbo siglato Mercedes-AMG F1 M11 EQ Power+ che mostra una preoccupante carenza di affidabilità? Nei test invernali tre power unit hanno ceduto sulle frecce d’argento e due sulla Williams FW43, la monoposto del team cliente, mentre nulla è accaduto sulla Racing Point RP20 che non è altro se non una Mercedes W10 colorata di rosa.

Due unità si sono rotte partendo da problemi elettrici e tre da guai legati alla lubrificazione. Sono numeri che non abbiamo mai contato da quando la Stella è tornata in Formula 1. E a preoccupare in modo particolare i tecnici di Brixworth sono queste ultime rotture che hanno manifestato una palese difficoltà sull’impianto dell’olio.

Sembra palese che i motoristi di Andy Cowell abbiano deciso di rabboccare il motore con molto più lubrificante di quanto sarebbe necessario per non correre il rischio di vedere la freccia d’argento accostare per un altro cedimento. E allora non devono sorprendere le frequenti fumate che si osservano dal recuperatore di olio.

Mercedes F1 W11: ecco la fumata dal recuperatore di olio durante una sosta ai box

Mercedes F1 W11: ecco la fumata dal recuperatore di olio durante una sosta ai box <span class="copyright">Giorgio Piola</span>
Mercedes F1 W11: ecco la fumata dal recuperatore di olio durante una sosta ai box Giorgio Piola

Giorgio Piola

La W11 fuma vistosamente nei curvoni veloci dove il lubrificante va in centrifugazione, ma anche durante le soste ai box (ricordate quelle della Ferrari proprio nei test invernali di due anni fa con la SF71 H?).

Bisogna ricordare che il regolamento tecnico di F1 quest’anno limita il consumo di olio a 0,3 litri x 100 km, un valore che è la metà di quello dello scorso anno, mentre in precedenza si era arrivati a numeri assurdi, per cui si parlava di olio bruciato in camera di combustione per additivare la benzina con sostanze antidetonanti.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11: bocche piccole e pance strette. Troppo?

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11: bocche piccole e pance strette. Troppo? <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11: bocche piccole e pance strette. Troppo? Mark Sutton / Motorsport Images

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È possibile, ma è solo una nostra congettura, che il nuovo vincolo sia diventato molto stringente in materia di affidabilità se associato alle bocche dei radiatori molto piccole e alle pance forse troppo strette.

C’è chi ritiene che ci potrebbe essere una contro-pressione alta sui radiatori della lubrificazione e il recuperatore centrifugo esterno al motore entri in azione sparando olio dallo sfogo che si trova sul lato destro della struttura deformabile posteriore.

La prestazione della Mercedes non si discute, mentre l’affidabilità è dubbia. In quel caso l’arma di contrasto sarebbe la Racing Point che continua a fare faville e senza problemi. Che strano scenario…

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