Michelisz: "Ora che sono Campione WTCR ho più motivazioni!"

Francesco Corghi
motorsport.com

A guardarlo bene, Norbert Michelisz sembra sempre calmo e rilassato, serenissimo, a tratti come se vivesse nel suo mondo. Il sorriso con cui accoglie tutti quelli che lo avvicinano è la caratteristica principale di un ragazzo estremamente educato e disponibile, ma che dentro nasconde una grinta e una carica incredibili.

E anche una parlantina notevole, perché basta sedersi ad un tavolo e quelle che dovrebbero essere due chiacchiere si tramutano in quattro, poi in otto, infine in un fiume in piena di emozioni, ricordi e prospettive future di un 35enne che proveniente dalle gare coi videogiochi è riuscito a diventare Campione del Mondo nella realtà!

Motorsport.com ha incontrato per una intervista esclusiva il Re del FIA WTCR, che griffato Hyundai Motorsport - BRC Racing Team si è issato nel 2019 sul tetto della massima serie turismo dopo una stagione incredibile che ha messo a nudo tutto il suo talento e voglia di continuare a crescere.

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"Norbi", avete finito tardissimo il campionato, ma in Ungheria sicuramente avrai avuto da fare; ti sei riposato oppure stai ancora smaltendo la sbornia del Mondiale?
"Chiaramente ho avuto una marea di richieste da parte dei media nel mio paese, ma anche in eventi di vario genere. Fino al 23 di dicembre sono stato impegnatissimo, poi però ho dovuto staccare il telefono e dedicarmi alla famiglia. Ho una moglie e due bimbe, c'erano i regali di natale e tutte le feste a cui pensare. Ero molto carico e mi sentivo raggiante, tutto era dovuto al Mondiale appena vinto, probabilmente se avessimo fatto una gara a natale sarei stato fortissimo! Ma ad un certo punto andava disconnesso il cervello".

Lo stress era elevato a quel punto?
"Eh sì, anche perché la mia stessa famiglia tifava per me, per cui ogni giorno mi svegliavo con il pensiero del titolo e ne avvertivo la pressione. Andava preso un momento di pausa e diciamo che fino al 6 di gennaio ci sono riuscito! Poi mi sono messo di nuovo a lavorare in vista della nuova stagione. Prima ho sistemato la mia vita privata e poi ho cominciato a preparare il 2020".

Ti senti pronto?
"E' strano a dirsi, ma mi sento molto più motivato rispetto all'inizio dello scorso anno. Paradossalmente, è stato peggio il 2017; lì mi trovavo per la prima volta in un team ufficiale a lottare per un Mondiale, era appena nata mia figlia e a livello sportivo sono successe tante cose. Inoltre ero secondo in campionato, per cui non dipendeva solo da me l'esito della stagione".

Nonostante ciò, in griglia sei sempre sembrato molto rilassato...
"E' vero, ma sinceramente non lo ero per nulla! Sono riuscito a gestire la cosa al di fuori, ma credetemi quando dico che dentro avevo una tempesta di emozioni! L'unico vantaggio sul quale mi sono fatto forza è che rispetto al 2017 avevo tutto sotto controllo, come dicevo prima in Malesia sapevo che dipendeva da me, per cui mi sono concentrato al massimo su me stesso".

Il 2017 nel WTCC è stato il punto di svolta?
"Esatto, lì ho capito che dovevo cambiare tutto, dal modo di guidare la macchina alla gestione dello stress. Ho dato delle priorità nell'arco dell'anno. Non è stato semplice, nel 2018 è nata la mia seconda figlia e chiaramente la vita cambia totalmente quando arrivano questi momenti. Ho lavorato duramente per due stagioni su tutto questo e nel 2019 mi sono presentato tirato a lucido, sapendo esattamente come affrontare le difficoltà. Anche spegnere il telefono quando serve!"

Ci hai svelato il tuo segreto!
"Proprio così! L'importante nella vita non è tagliare completamente le cose che in quel momento non sono prioritarie, ma saper bilanciarle bene. Il 2017 era andato malissimo, ma nel 2018 non mi sento di aver fatto così bene, per cui da pilota mi sono posto delle domande precise, immaginandomi come potevo diventare in futuro. Cambiando atteggiamento e status mentale sono così riuscito a gestire ogni cosa e a vincere il titolo".

Una tua caratteristica è che riesci sempre a migliorare le prestazioni nella seconda parte dell'anno; ti nascondi all'inizio?
"Nel 2017 sì, ma molto è stato per via dell'incidente di Tiago Monteiro; senza di lui sono diventato la prima guida e tutti puntavano su di me. Nel 2018 in realtà non ho avuto una crescita così importante, però probabilmente hai ragione, c'è stata se pensiamo che ero arrivato in una squadra nuova e che per la prima volta guidavo la Hyundai. Però credo sia una specifica della categoria, perché se guardiamo alle prestazioni dei miei due nuovi compagni del 2019, Augusto Farfus e Nicky Catsburg, anche loro hanno fatto lo stesso".

Nel 2019 quando hai capito che ti saresti potuto giocare il Mondiale?
"Dal mio punto di vista, sono riuscito ad utilizzare la pressione per completare un lavoro partito già bene. Al Nordschleife ero secondo e lì mi sono detto che avrei dovuto provarci perché stavamo capendo sempre meglio la macchina, coi test svolti si erano aperte nuove possibilità di set-up e strategie, per cui ho anche migliorato il mio stile di guida. Tutto questo mi ha dato la fiducia per lottare per il titolo. In Germania ho vinto, poi è arrivata anche l'ottima domenica di Vila Real; lì è stato chiaro che se avessi portato a casa un buon weekend, allora sarei diventato l'uomo da battere".

Nel 2020 lo sarai fin dall'inizio, visto che sei il Campione. Riuscirai ad imporre il tuo ritmo subito?
"E' difficile da dire perché quest'anno ci saranno dei cambiamenti, come ad esempio le nuove gomme Goodyear. Credo di aver sofferto un po' troppo all'inizio del 2019 quando la Yokohama aveva portato gli pneumatici di nuova mescola; ecco perché a Marrakech non sono andato bene. E' stato chiaro che dovevo cambiare, prima non avevo questa consapevolezza ed ecco perché nella seconda parte dell'anno è stato tutto diverso. Nel 2020 credo che i piloti con più esperienza faranno la differenza, sapendo lavorare meglio con le gomme".

Di fatto vi troverete tutti alla pari...
"Sì, certo. Ma credo proprio che alcuni piloti potranno emergere perché sapranno cosa c'è da fare da un certo punto in avanti a livello di gestione e sfruttamento degli pneumatici. Penso a Tarquini, per esempio, e a tutti coloro che si sono ritrovati nella situazione di dover cambiare tipo di gomme su una macchina".

In pratica, tu il Mondiale lo avevi già vinto nel WTCC da Indipendente del WTCC Trophy con la Zengő Motorsport. Questa è una sensazione diversa?
"Completamente diversa! Fin da quando vinsi la mia prima gara a Macao nel 2010 mi sono posto l'obiettivo di vincere il titolo. Certamente quello del WTCC Trophy per i privati era bello, ma legato soprattutto al marketing; in Ungheria è stato bello celebrarlo, ma non è la stessa cosa che conquistare quello assoluto. In termini di soddisfazione, non sono due cose comparabili".

Nel 2019 una cosa che ha fatto la differenza è stata l'unità di squadra tra i piloti BRC; quanto questo ti ha aiutato?
"Fin dall'inizio dell'anno ero convinto che i piloti scelti da Hyundai fossero i migliori e i più equilibrati. Poi è chiaro che fino a quando non cominci la stagione non lo puoi sapere, ma Tarquini a parte, Catsburg veniva dalle esperienze con LADA e Volvo nel WTCC, Farfus ha vinto con Alfa Romeo e BMW, per cui non erano certamente due sprovveduti, seppur non fossero stati con noi per alcuni anni. E infatti a fine stagione anche loro andavano molto forte. Personalmente ho cercato di dare il meglio fin da subito, ero in un team che aveva una competizione interna molto più elevata del solito; questo non mi ha dato la possibilità di rilassarmi. In Slovacchia ho avuto la percezione che ero in sintonia completa con gomme e macchina, quindi un passo avanti rispetto a loro".

I rapporti fra voi sono stati chiari fin da subito?
"Abbiamo parlato in squadra, certamente. Ma da pilota ho imparato che c'è anche chi sa recitare molto bene la propria parte e fino a quando non vedi un segnale chiaro, non puoi essere certo al 100% dell'aiuto da parte di un collega. A parole è facile, ma quando ti siedi in macchina è ovvio che il tuo obiettivo è vincere e fare di tutto per riuscirci. Sono stato molto contento e ringrazio i miei compagni di squadra per quello che hanno fatto per me, ma anche BRC e Hyundai per aver saputo gestire una situazione non semplice, pur di arrivare ad un obiettivo comune che, di fatto, penalizzava tre di noi".

Anche nel 2017 la squadra aveva lavorato per te; questa situazione è stata diversa?
"Sì, perché non eravamo i più forti. Volvo Polestar aveva tre piloti che ritenevo migliori di noi targati Honda, per cui partivamo alle loro spalle sulla carta. Però fu un'ottima esperienza per me, ho imparato tante cose, cominciando dal fatto che non si vince un Mondiale nelle Prove Libere. Nel 2019 mi sono presentato con il vantaggio del sapere già come si lotta per un titolo, non è poco! Quando ho perso il WTCC c'era un sacco di gente che veniva da me per rincuorarmi e dirmi che ne avrei tratto insegnamento per il futuro. Lì per lì era una cosa che mi faceva imbestialire! Ma avevano tutti ragione, dalle difficoltà si può imparare moltissimo, sono tutti passaggi necessari per crescere".

Nel WTCR ci sono tantissime gare, forse 30 sono anche troppe; per guadagnare il più possibile ritieni più importante l'aggressività - caratteristica del turismo - o la consistenza?
"La consistenza, sicuramente. Nel 2018 sono mancato da questo punto di vista ed è per questo che non ho potuto lottare per il Mondiale. Nella seconda metà dell'anno, come hai detto prima, sono cresciuto, ma ormai era tardi. 30 gare sono veramente tante, fra l'altro nel 2019 è stato adottato anche un nuovo sistema di punteggio e con 15 piloti che andavano a punti era necessario prenderne il più possibile a seconda delle situazioni, di come ti piazzi in Qualifica, pensando a cosa puoi fare in gara, anche accontentandoti di un quinto o un decimo posto. Può essere fondamentale a fine anno. E così ho fatto a Macao e anche in Malesia, in Gara 2".

Lì hai sudato freddo, soprattutto in Gara 3 quando ti sei trovato in difficoltà e virtualmente secondo in campionato, giusto?
"Certo, ma sapevo che erano gli altri ad avere pressioni per vincere, non io che ero in testa al Mondiale. Quando Johan Kristoffersson mi ha superato, diciamo che non ero proprio così rilassato, ecco! Però il suo passo era incredibile ed ero convinto che avrebbe potuto vincere, anche passando chi mi precedeva. Quindi sono rimasto molto calmo, aspettando il momento giusto per attaccare. Che poi è stata la mia tattica per tutto l'anno".

Tu sei sempre stato calmo e corretto, non ti sei mai esposto più di tanto: cosa ne pensi delle polemiche legate al Balance Of Performance?
"Per me è buono che ci sia questo sistema per livellare le prestazioni, perché da fuori vediamo tutti che ci sono costruttori coinvolti, ma non sappiamo in realtà quanto sia il loro impegno e peso reale. Un conto è mettere i propri piloti su una macchina, un altro è avere anche tutta la squadra e agire politicamente. Per questo dico che mi sta bene che ci sia un bilanciamento del tutto, seppur non sia facile operare in questo senso".

Pensi che la cosa abbia preso più una strada politica, più che sportiva?
"Non credo, ma in tutti gli sport c'è pressione politica. Quindi è normale, non penso che da noi sia diverso. Immagino un campionato molto equilibrato dove è naturale che qualcuno vada più forte su una pista e tu su un'altra. Alla fine la miglior macchina vince, lo si può accettare o no. Se non ci fosse il BoP, uno dominerebbe dall'inizio alla fine, la cosa non andrebbe bene. Anzi, ti dirò una cosa: il BoP è perfetto per evitare che le Case investano eccessivamente sui propri mezzi. Così vincerebbe chi ha più soldi per sviluppare la macchina, mentre con questo sistema c'è comunque un controllo e quindi non importa quanto budget hai per costruire la vettura, ma la capacità nel saperla gestire e sviluppare, sapendo che hai dei limiti imposti".

Da pilota ufficiale di Hyundai Motorsport, verrai coinvolto in altri progetti?
"La stagione 2019 è finita molto tardi e, come detto, ho appena iniziato a lavorare sul 2020! Per ora non c'è nient'altro in programma al di fuori del WTCR".

Ultima domanda: hai trovato spazio in casa per mettere la mega-coppa del Campione WTCR?
"Magari avessi avuto questo problema! Mi hanno dato una replica più piccola, peccato! Ma chissà, forse più avanti mi daranno anche quella grande, lì dovrò pensare bene dove metterla!"

Il Campione Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR

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Il Campione Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR WTCR

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Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR, Gabriele Tarquini, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR

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Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR, Aurélien Panis, Comtoyou DHL Team CUPRA Racing CUPRA TCR, Gabriele Tarquini, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR

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Norbert Michelisz, Gabriele Tarquini, BRC Racing Team, con l'artista Fabrizio "Knulp" De Nicolò

Norbert Michelisz, Gabriele Tarquini, BRC Racing Team, con l'artista Fabrizio "Knulp" De Nicolò <span class="copyright">Francesco Corghi</span>
Norbert Michelisz, Gabriele Tarquini, BRC Racing Team, con l'artista Fabrizio "Knulp" De Nicolò Francesco Corghi

Francesco Corghi

Norbert Michelisz, Gabriele Tarquini, BRC Racing Team

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Norbert Michelisz, Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Francesco Corghi

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Podium: Race winner Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR

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Podium: Race winner Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR, second place Yann Ehrlacher, Cyan Performance Lynk & Co 03 TCR, third place Augusto Farfus, BRC Hyundai N LUKOIL Racing Team Hyundai i30 N TCR

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Podium: Race winner Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR, second place Yann Ehrlacher, Cyan Performance Lynk & Co 03 TCR, third place Augusto Farfus, BRC Hyundai N LUKOIL Racing Team Hyundai i30 N TCR WTCR

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Andy Priaulx, Cyan Performance Lynk & Co 03 TCR, Aurélien Panis, Comtoyou DHL Team CUPRA Racing CUPRA TCR, Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR

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Thed Björk, Cyan Racing Lynk & Co 03 TCR, Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR

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Thed Björk, Cyan Racing Lynk & Co 03 TCR, Norbert Michelisz, BRC Hyundai N Squadra Corse Hyundai i30 N TCR WTCR

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