Mihajlovic: "Non sono un eroe, ma un uomo. Sarò ancora qui" -2-

adx/sam

Roma, 29 nov. (askanews) - Poi passa a parlare delle cure: "Non mi sono mai sentito un eroe, sono un uomo. Questa malattia non si può vincere solo col coraggio ma con le cure. Non c'è da vergognarsi, l'unica cosa che i pazienti non devono perdere è la voglia di vivere. Serve pazienza per combattere questa malattia, è bastarda. Passare quattro mesi in una stanza senza prendere una boccata d'aria non è stato facile. Ho ancora paura, ma mi fa rigare dritto, non mi fa esagerare. Più tempo passa e più riprendo le forze".

Infine il Bologna: "Non volevo che la mia malattia diventasse una scusa per il Bologna. Mi sarei aspettato di più da loro, sul campo. Ho lottato ogni giorno e fatto cose che nessun altro avrebbe fatto, sono stato presente con 40 di febbre. Sempre. Tutti i giorni ho fatto sacrifici per arrivare. Nonostante tutto sono incazzato nero per i risultati, l'atteggiamento, il gioco, da adesso in poi devono dare il 200%. Alcune volte in cui gli infermieri non entravano nella stanza perché ero troppo nervoso. Dobbiamo iniziare a fare punti e riprendere la corsa. Quando sono uscito mia moglie ha postato una foto con una frase di Eros Ramazzotti, più bella cosa non c'è. E' una cosa verissima. Oggi voglio usare un'altra frase, quella di Vasco Rossi. "Io sono ancora qua", e lo sarò ancora".

Poi su Ibrahimovic: "Ci siamo sentiti una decina di giorni fa, vediamo ciò che succede. Lui è interessato, se viene verrebbe per me, ma capisco che ci sono altre soluzioni. Lui mi chiamerà quando avrà deciso, ma è tutto in stand by".

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