Milan, dal tuffo di Welbeck al gol annullato a Kessie contro lo United fino allo 'sciagurato' Cakir: Uefa, ora basta!

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Come si evince dalla criminologia, tre indizi fanno una prova. E se gli indizi diventano pure quattro o cinque, la prova è certa e assodata. Negli ultimi anni, dall'addio alla presidenza da parte di Silvio Berlusconi, il Milan non è stato per niente fortunato in Europa, con gli arbitri inviati dalla Uefa. Per usare un eufemismo. Ieri sera chi era a San Siro ha potuto assistere ad una delle peggiori direzioni di gara degli ultimi vent'anni, nel match perso immeritatamente dai rossoneri contro l'Atletico Madrid: tra le più incredibili dai tempi di Byron Moreno, in occasione del Mondiale in Corea e Giappone del 2002, quando il fischietto ecuadoregno ci imbarcò sul volo per l'Italia con un arbitraggio scellerato.

LO SCIAGURATO CAKIR E I SUOI ERRORI MARCHIANI - Ieri sera il turco Cakir, il direttore che strizza l'occhio ai potenti e che aveva già causato ingenti danni a Juventus e Roma, si è eretto a protagonista assoluto. Non soltanto il discusso doppio giallo a Kessie o il rigore inesistente concesso ai madrileni al 97' dopo due minuti di Var allucinanti, in collegamento diretto con un collaboratore che fino a questo momento aveva arbitrato soltanto due match internazionali, un'amichevole tra compagini africane di secondo piano e un match di qualificazione alla Conference League: ma in generale una direzione di gara che, parole di Pioli, "nel dubbio propendeva sempre da una parte" e che ha sanzionato in maniera differente episodi molto simili, come il pestone di De Paul a Tonali, non sanzionato nemmeno con il fallo, o il colpo di mano scoordinato di Marcos Llorente in area Atletico, per il quale il gioco non è nemmeno stato fermato. Le parole di Simeone a fine gara hanno sancito con grande sincerità quello che è stato un autentico disastro, da parte del fischietto turco.

DAL TUFFO DI WELBECK AL GOL ANNULLATO A KESSIE - In generale però, se facciamo una rassegna degli ultimi anni del Milan nelle competizioni europee, tra Europa League e Champions League, ci accorgiamo che qualcosa non quadra: Errori importanti, spesso decisivi da parte dei direttori di gara: a partire da Arsenal-Milan del 15 marzo 2018, ritorno dei sedicesimi di Europa League, quando dopo pochi minuti il giudice di porta segnalò all’arbitro un calcio di rigore per un presunto contatto tra Ricardo Rodriguez e Danny Welbeck, assolutamente non passibile di fallo. Proseguendo con Manchester United-Milan dell’11 marzo 2021, andata degli ottavi di finale di Europa League, quando dopo 11 minuti viene annullato al VAR un gol per un presunto controllo di braccio di Franck Kessie, che visto e rivisto, non sembra assolutamente tale

LA TOPICA DI ATENE E IL FFP 'A PIACIMENTO' - Ci sarebbe poi da citare la sfida finale dei gironi di Europa League del 2018, quando nel match di Atene contro l'Olympiacos ai greci viene concesso un rigore quanto meno dubbio, per un fallo di Abate su Torosids, anche in questo caso decisamente al limite dell'inesistente. E oltre a questi episodi di campo, va considerata l’esclusione dalle coppe europee per la stagione 2019/2020, in seguito agli sviluppi della vicenda riguardante il Fair Play Finanziario: uno dei pochi club a dover subire il provvedimento della Uefa, che spesso ha fatto finta di non vedere oppure ha scelto di non sanzionare.

DA COLLINA A ROSETTI, I DESIGNATORI UEFA SONO ITALIANI - La cosa paradossale è che il designatore Uefa è ora l'italiano Roberto Rosetti, e prima ancora, fino al 2018, l'altrettanto italiano Pierluigi Collina. Forse sarebbe il caso che l'organo internazionale del calcio europeo rivedesse la sequela degli episodi a sfavore del Milan, li analizzasse e li spiegasse, anche se parliamo di utopia: ad oggi il bicchiere dei torti subiti ha raggiunto decisamente il culmine.

@AleDigio89

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