Milan, doppia strategia sul mercato: con la Champions 3 acquisti top e Donnarumma, senza...

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La storia racconta come la Champions League sia la casa del Milan. Notti magiche come quella di Atene (il 4-0 in finale al Barcellona) o Manchester (successo sulla Juventus) sono ricordi indelebili di un passato straordinario. Ora Elliott deve costruire un presente all'altezza della maglia rossonera. Tornare nella massima competizione continentale è fondamentale sia per il progetto sportivo che per quello finanziario. Qualora il Milan centrasse la qualificazione all'edizione 21/22 della Champions League, il Diavolo guadagnerebbe una cifra composta da più componenti: 15 milioni circa del bonus partecipazione (quest'anno è stato 14.5), la quota di ripartizione in base al ranking decennale (anche qui al Milan toccherebbero circa 15 milioni), a cui andrebbe ad aggiungersi il market pool (diviso in due quote), il cui ammontare dipenderebbe dal posizionamento finale in campionato (nel 2019/20 è stato di 10 milioni per la prima in classifica, poi 7.5, 5 e 2.5) e dai risultati nella competizione (L'Inter con la sola qualificazione al girone ha guadagnato 4.8 milioni). Di conseguenza, come base di partenza, il Milan si porterebbe a casa una somma che supererebbe i 30 milioni di euro. Tutt'altro valore rispetto all'Europa League (quest'anno circa 12 milioni iniziali).

NODO DONNARUMMA - In via Aldo Rossi sono già andate in scena le prime riunioni per delineare la strategia in vista della prossima riapertura del calciomercato. Esistono due piani distinti a seconda della partecipazione, o meno, alla prossima Champions League. Il primo nodo da sciogliere è quello relativo al rinnovo di Donnarumma: con il passare dei giorni è aumentato il pessimismo della dirigenza che si è cautelata bloccando il nazionale francese Maignan del Lille. Con una vittoria domenica prossima a Bergamo il portiere campano potrebbe fare un passo in avanti nei confronti del club accettando l'ultima offerta di un biennale con clausola rescissoria a 30-35 milioni di euro, Raiola permettendo.

IL PIANO SUL MERCATO - Ormai pressoché certo l'addio di Diogo Dalot, che tornerà al Manchester United nonostante l'ottima impressione destata specialmente nella seconda parte di stagione. I Red Devils vogliono 18 milioni di euro per il terzino portoghese, una cifra ritenuta troppo alta dal management rossonero. In difesa, quindi, possibile un investimento per due esterni che possano fungere da vice Calabria e Theo Hernandez, ma a cifre contenute (può tornare di moda il nome di Junior Firpo). Arriveranno certamente un esterno destro, un trequartista e un attaccante centrale. Con l'ingresso in Champions il vice-Ibrahimovic potrebbe essere un profilo alla Belotti, quindi da 25/30 milioni di euro, altrimenti un usato sicuro come Giroud a costo zero. Stesso discorso valido anche gli altri due ruoli: con il pass per la massima competizione continentale si proverà un grande colpo sulla trequarti, altrimenti attenzione al nome di Mkhitaryan. Discorso a parte merita Tomori: secondo quanto filtra dal club, il riscatto non dipende dall'esito della finale di domenica prossima contro l'Atalanta.

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