Milan, Giroud a corrente alternata: per il derby la speranza si chiama Ibrahimovic

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La netta vittoria del Liverpool sull’Atletico Madrid tiene ancora vivo il discorso qualificazione agli ottavi di Champions League per il Milan. Chiaramente servirebbe un mezzo miracolo e tutta una serie di combinazioni favorevoli che renderebbero l’impresa tanto straordinaria quanto fortunata. I rossoneri dovevano fare risultato pieno contro un Porto che, nel doppio confronto, si è dimostrato superiore dal punto di vista dell’esperienza e nella capacità di esaltarsi nelle partite da dentro o fuori. Stefano Pioli è consapevole che sfide come quella di ieri sera fanno parte di un percorso di crescita ormai chiaro e ben definito, dal quale prendere nota anche per il cammino fino al termine della stagione in campionato.

SERVE IBRAHIMOVIC- Olivier Giroud ha lottato e sgomitato con grande determinazione ma, allo stato attuale, non è un leader di questa squadra. L’esperto centravanti francese ha bisogno ancora di un po’ di tempo per entrare nei meccanismi della squadra. Ecco perché nel derby il Milan dovrà affidarsi al totem Ibrahimovic: il campione svedese magari non sarà un fulmine di guerra in quanto a mobilità ma è una guida carismatica troppo importante per la sua capacità di infondere sicurezza ai compagni. Zlatan ha messo nel mirino la sfida contro l’Inter dal giorno in cui sono usciti i calendari: la sente in maniera particolare e ora avverte la possibilità di dare un segnale di forza inequivocabile al campionato. Spedire i nerazzurri a meno 10 rappresenta un’opportunità troppo grande per un Milan ancora acerbo per la Champions League ma che in campionato è una macchina quasi perfetta. L’ultimo step potrebbe arrivare già domenica prossima, Ibra ha già fatto partite il conto alla rovescia.

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