Milan, Ibrahimovic: "Oggi sono molto più cattivo"

Zlatan Ibrahimovic (Claudio Furlan/LaPresse via AP)
Zlatan Ibrahimovic (Claudio Furlan/LaPresse via AP)

"Sono pronto e spero di giocare subito": sono le prime parole di Zlatan Ibrahimovic durante la presentazione a Casa Milan nella mattinata del 3 gennaio. "Io leader? Lo sento. Ho un bel rapporto con i tifosi rossoneri. Anche ieri è stato positivo. E' importante averli dietro, è il 50% di quello che facciamo".

"Nel 2012 ho lasciato il Milan senza il mio ok, la situazione era quella che era. L'importante è essere qui adesso, il Milan è casa mia, quando sono arrivato dal Barcellona ho sempre detto che mi aveva ridato la felicità di giocare a calcio".

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"Spero di giocare anche oggi in amichevole a Milanello. Ho scelto il Milan per l'adrenalina, non per il denaro. Ho avuto più richieste oggi a 38 anni di quando ne avevo 28 - ha rivelato il campione svedese durante la conferenza stampa - Mi ha chiamato Maldini dopo la mia ultima gara di Los Angeles. Ecco, dopo Bergamo ho ricevuto ancora più chiamate".

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"Oggi sono molto più cattivo. In realtà sono sempre me stesso e i miei compagni mi conosco. Bisogna sempre lavorare duro e saper soffrire per poter dare il massimo di se stessi. A me piace il lavoro duro".

"Futuro? Tutto è possibile. Fino a quando gioco penso di portare risultati, non mi piace essere qui solo perchè sono Ibra. Se posso dare qualcosa in questi sei mesi posso anche restare, altrimenti non mi interessa. La sfida è con me stesso, ma per farlo devi lavorare e avere la mentalità giusta. Se non porto risultati non serve a niente".

VIDEO - Bagno di folla per Ibra a Casa Milan

E sul “rivale” CR7, il neo rossonero ha rivelato: "Ronaldo? E’ bello che sia in Italia, è bello per la Serie A. Poi vediamo cosa succede. Kulusevski alla Juve? E' una cosa positiva, perché se un giocatore svedese gioca in una grande squadra è una cosa buona. Ho sentito cose positive di lui, sono contento perchè arrivando in un grande club capirà cosa fare per restare al top".

"Dopo l'infortunio avevo dubbi su cosa fare, ma sono contento di poter ancora giocare per tornare in campo e fino a quando posso farlo gioco. Mi dicevano che sarebbe stato impossibile. Lo faccio con grande spirito e motivazione".

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"E' impossibile che giochi come 10 anni fa, ma oggi so cosa fare - ha aggiunto l’attaccante - Invece di correre posso tirare da 40 metri”.

Sui compagni del Milan, in particolare su Piatek, Ibra ha commentato: “Può fare di più, ma io so che qui la pressione è altissima. Se sei qui devi dare risultati e fare il tuo lavoro. Ci sono obiettivi di squadra e individuali: aiutare la squadra a migliorare e poi divertirmi per rivivere l'atmosfera di una partita".

“Sto bene e mi sono allenato, l'unica cosa non ho toccato pallone ma quello è il meno. Ieri ho parlato pochi minuti con Pioli, poi vedremo".

"Il Milan è sempre il Milan anche negli Usa, la storia non si cambia. La squadra non è quella di prima, ma sono successe tante cose dopo l'addio di Berlusconi. Io sono un calciatore, devo pensare solo a quello che succede in campo. Sono sempre positivo, se non credessi in questo progetto non sarei tornato".

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"Voglio aiutare il Milan a migliorare e personalmente voglio divertirmi in campo. I problemi? Difficile rispondere, se non sei dentro non sai come sono le cose. Si può e si deve fare di più. Al Milan la pressione è altissima, tutti si aspettano grandi risultati. Se giochi nel Milan, non è perché sei stati fortunato, ma sei qui per fare grandi risultati. Europa? Pensiamo ad una partita alla volta, poi vediamo cosa succederà”.

"Se sono qui è perchè ho ancora qualcosa da dare, non vengo a fare la mascotte ma per aiutare in campo. E' una sfida anche per me. Ogni secondo che sto in campo voglio sentire l'erba, quando sono stato fuori un anno e qualcosa non è stato facile. Quando senti l'erba, vedi l'atmosfera, 85 mila ti fischiano o ti applaudono... Ma preferisco i fischi, così mi esce l'adrenalina".

Spazio, infine, alle battute e a un simpatico siparietto con Carlo Pellegatti e la passione della storica voce del Milan di Berlusconi per i cavalli. "Come sta il tuo cavallo?", ha chiesto Ibra. "Dopo la quarta volta che è arrivato ultimo - la risposta di Pellegatti - l'ho venduto, tu andavi più forte". "Allora facevi prima a prendere me", la replica ironica di Ibra.

Lo svedese ha anche corretto un cronista sul numero di gol realizzati ("Ho fatto piu' di 300 gol? Ti sbagli, ne ho segnati oltre 500. Sai, i numeri contano") e si è augurato di poter far crescere almeno un compagno come fatto con Nocerino: "Io mi ero trovato bene con lui? No, lui si era trovato bene con me. Ho fatto tutto io".

Fuori, nel piazzale antistante la sede rossonera, ad attenderlo dopo 38 minuti di conferenza stampa, c’erano oltre 500 tifosi in deliro, tra cori da stadio e applausi.

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