Milan: la strategia mercato di Maldini è chiara, ma anche con RedBird non ci sono soldi. Adli non è all'altezza

La lunga sosta invernale per i Mondiali del Qatar avrà lo stesso effetto di un’insolita estate di mercato. Si parlerà pochissimo di calcio giocato, anche perché ci saranno solo allenamenti e amichevoli. Si parlerà quasi esclusivamente di calciomercato. La durata della sosta e le novità regolamentari si prestano a operazioni importanti e anche a notevoli cambi di rotta per le squadre che non hanno ben figurato nel primo scorcio di stagione.

Nel panorama europeo abbiamo per esempio assistito allo sfogo di Cristiano Ronaldo che vuol trovare un accordo sulla buonuscita con lo United, mentre a livello nostrano abbiamo ascoltato la conferenza di Gasperini che, di fatto, consiglia alla proprietà di licenziarlo. Cose che di solito accadono a fine stagione. A nostro avviso assisteremo a numerose dinamiche analoghe in questo caldo autunno.

Ovviamente il Milan non sfuggirà alle logiche di mercato. Alle voci, alle trattative e agli scenari. Ma questo non significa che tutto questo bailamme si concretizzerà in vere e proprie operazioni. La gestione di Maldini degli ultimi anni ci insegna che la logica del dirigente rossonero è molto chiara: “inutile comprare tanto per comprare, tanto vale dare fiducia ai giocatori che sono in rosa”. Questa stessa filosofia espressa a chiare lettere nel gennaio 2022 era quella che, sfumato un grande colpo in difesa (Botman ???) per sostituire il lungodegente Kjaer, ha portato Maldini a dare fiducia a Kalulu titolare al centro della difesa. Una scelta che, a posteriori, si è rivelata determinante per la cavalcata culminata con lo scudetto.

Seguendo questa stessa linea, sicuramente Maldini preferirà provare a valorizzare giocatori che già militano nella rosa rossonera e che hanno vissuto questi mesi come ambientamento nella nuova realtà calcistica piuttosto che tornare sul mercato. Anche perché, non ci risulta che la nuova trasformazione del CDA rossonero abbia generato chissà quali ingenti risorse economiche da utilizzare per i cartellini o per gli ingaggi dei calciatori.

I delicati e laboriosi rinnovi contrattuali di Bennacer e Leao sono lì a dimostrarlo. Quindi, al netto di alcune doverose operazioni in uscita come la partenza di Bakayoko e, conseguentemente, di trattative per trovare i sostituti, non ci aspettiamo un mercato di riparazione invasivo né tantomeno dispendioso. Sinceramente non ci sentiamo di dar torto alla società che, utilizzando questa strategia, l’anno scorso era riuscita a ottenere risultati strepitosi sia a livello sportivo sia nell’ambito della valorizzazione delle risorse.

Per certi versi i giocatori “da scoprire” nella seconda parte di questa stagione sono ancora più numerosi. Il primo e più roboante è naturalmente De Ketelaere, se non altro per l’investimento che è stato compiuto. Ma oltre a lui ci sono Dest e Thiaw in difesa, Vranckx e Adli a centrocampo, nonché Origi e Lazetic in attacco.

Su alcuni di loro, noi personalmente abbiamo qualche riserva, in particolare su uno. Si tratta di Adli. Pioli, fin dal ritiro estivo, aveva palesato i propri dubbi tattici e non solo sul francese. Che non sia un giocatore da Milan e forse nemmeno da Serie A lo si vede a occhio nudo. Non a caso il tecnico campione d’Italia gli ha dato davvero poco spazio ed è l’unico per il quale si parla già concretamente di un’ipotetica cessione a gennaio.

Tutti gli altri, potenzialmente, sono quasi dei nuovi acquisti per Pioli. E oltre a loro ci sono gli infortunati di lungo corso che prima o poi rientreranno e stiamo parlando dei vari Florenzi, Saelemaekers, Calabria e Maignan. Senza contare Ibrahimovic. Se contiamo, tra rientranti e giocatori utilizzati poco o niente il Milan a gennaio potrà contare praticamente su una nuova squadra. Per questo motivo, conoscendo Maldini, è inutile ipotizzare grandi e/o numerosi movimenti di mercato in questa lunghissima sosta del campionato.