Milan: l'offerta di Investcorp a Elliott: fra debito e due tipologie di azioni

La trattativa per la cessione del Milan ha subito un brusco rallentamento e, scaduta ormai l'esclusiva firmata con Investcorp, il fondo Elliott sta prendendo tempo per valutare il perimetro delle due offerte sul tavolo, come dichiarato anche dal presidente Scaroni. Accanto al fondo del Bahrein, infatti si è affiancato RedBird pronto ad aumentare la posta sul tavolo e sorpassare la proposta presentata ai manager di Elliott da Al Ardhi e da Investcorp. Un'offerta che, riporta il Sole24Ore è così strutturata: 400 milioni in Term facility, fra i 400 e i 500 milioni in Preferred equity e infine fra i 300 e i 400 milioni in Common equity.

DUE AZIONI DIVERSE - Ma cosa vogliono dire questi termini finanziari? Il primo termine, Term facility si riferisce ai debiti che, solitamente, vengono sottoscritti con le banche per l'apertura di linee di credito. Il secondo e terzo termine si riferiscono invece alla tipologia delle azioni (equity) in cui suddividere il pacchetto. Le Common Equity sono le azioni base, che portano ad avere diritto di voto in sede di assemblea, e hanno un rendimento più alto nel lungo periodo. Le Preferred Equity (che possono essere Hard o Soft), invece, non portano ad avere diritto di voto, ma hanno diritto a un "privilegio" che solitamente consiste nel ricevere un interesse (annuale nel caso Hard preferred) o un dividendo (Soft) prima dei possessori delle azioni Common. In sostanza Investcorp favorendo le azioni Preferred a quelle Common si assicura comunque un ritorno dall'investimento sotto forma di interessi.

COSA FRENA ELLIOTT? - Vi abbiamo raccontato ieri che gli esponenti di Investcorp pensavano di aver già chiuso l'affare con questa formula e di aver chiuso il cerchio di una trattativa che si sta svolgendo soprattutto negli uffici americani. I tempi però si sono dilatati più di quanto pensavano, e l'idea che filtra da parte della società del Bahrain è che Elliott stia prendendo tempo per far lievitare il prezzo. In una trattativa del genere, infatti, è praticamente impensabile che una parte dell'affare non sia a debito e il come debbano essere strutturate le azioni societarie non incide sull'incasso finale.

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