Milan, Piatek spara: "Quando cambierò club voglio valere 60-70 milioni"

Dalla Polonia parla Krzysztof Piatek: "Sono costato 38 milioni, ma quando cambierò club ne varrò 60-70. Nel calcio bisogna essere ambiziosi".
Dalla Polonia parla Krzysztof Piatek: "Sono costato 38 milioni, ma quando cambierò club ne varrò 60-70. Nel calcio bisogna essere ambiziosi".

Krzysztof Piatek ha segnato. E dov'è la novità? C'è, perché se nella scorsa stagione poteva essere considerata un'ovvietà, in questa trovare la via della rete è stato per lui una specie di calvario. Tutto risolto con la Polonia, trascinata alla vittoria in Israele anche da una rete del centravanti del Milan.


Un goal che ha ridonato fiducia a Piatek. Sia in campo che davanti alle telecamere. Tanto che l'ex genoano non si fa scrupoli, intervistato dall'emittente polacca 'TVP', a parlare di un futuro trasferimento dal Milan.

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"Il calcio significa stabilire nuovi obiettivi. Ora sono costato 38 milioni di euro e voglio far tutto il possibile per far sì che la prossima volta che cambierò club arrivi a 60-70 milioni. Bisogna essere ambiziosi e io mi impegnerò perché questo accada. Sono solo all'inizio della mia carriera, questa è la mia seconda stagione in Serie A".

La popolarità di Piatek, del resto, si è moltiplicata da quando il giocatore ha lasciato la Polonia per arrivare nel nostro campionato. Prima per vestire la maglia del Genoa, poi quella del Milan.

"Guarda il mio profilo Instagram. Quando ho lasciato la Polonia avevo cinquemila followers. Ora ne ho un milione e mezzo. La popolarità è diventata enorme, ma la cosa più importante è il calcio. Io resto coi piedi per terra. Accontento i tifosi che vogliono fare una foto con me".

Chiusura con un doppio pensiero: al momento che sta vivendo il Milan e pure alla stampa italiana.

"Mi guardo allo specchio e cerco la colpa in me stesso. Tuttavia, c'è stata troppa turbolenza nel club e ciò non poteva non influenzare i giocatori. All'inizio, come squadra, non abbiamo creato opportunità e un attaccante vive di assist. La situazione sta migliorando ed è una questione di tempo prima che io 'spari' di nuovo. I giornalisti italiani sono tali che un giorno sei il re del calcio e una volta il peggiore. Lo accetto. Nessuno si è messo nei miei panni. Le copertine dei giornali non mi toccano".

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