Milan, Pioli apre al cambio modulo: i 3 dubbi per un centrocampo a 3

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Il Milan di oggi potrebbe non essere quello del futuro almeno tatticamente, perché nel corso della conferenza stampa di presentazione della sfida contro la Lazio, Stefano Pioli ha aperto a delle modifiche tattiche importanti in vista del proseguo della stagione quando, con tutta la rosa a disposizione, potrebbero essere utilizzate nuove varianti. A destare particolare attenzione è stata, in particolare, la risposta sull'ipotesi di un centrocampo a 3 per cui però fin da subito, emergono almeno 3 dubbi di gestione.

1 - IL DUBBIO DI PIOLI - ​"Il centrocampo a tre può essere un'alternativa, ma c'è bisogna che i centrocampisti siano al massimo della condizione. Abbiamo recuperato Franck, Bennacer ha giocato in nazionale, Bakayoko non è ancora al 100%. Quando avrò tutti nelle migliore condizioni è possibile. Però è importante avere un gruppo con lo stessa condizione". Una questione fisica, quindi, ma in realtà anche numerica perché la rosa rossonera oggi non è attrezzata al 100% per supportare con continuità un centrocampo a tre con soli 5 centrocampisti di ruolo e, ad oggi, con tre di questi 5 non al meglio.

2 - KESSIE E LE CARATTERISTICHE - Condizione atletica e fisica al top, ma non solo, perché sempre considerando le caratteristiche dei 5 mediani a disposizione di Pioli, emerge chiaramente come il solo Rade Krunic abbia nel dna i tempi di inserimento tipici di una mezzala. L'altro giocatore potrebbe essere Franck Kessie che però, al netto dei discorsi complicati legati al suo rinnovo, è letteralmente cresciuto ed esploso proprio nel momento in cui si è passati da un centrocampo a 3 ad uno a 2 e non è detto che oggi, pur avendo acquisito una personalità e uno status più importante del passato, il percorso inverso possa portare a risultati altrettanto positivi.

3 - CHI TOGLIERE DAVANTI? - Un centrocampo a 3 potrebbe portare a numerosi vantaggi difensivi come una maggior copertura alla difesa, o un aiuto a Theo Hernandez con scalate più celeri e corte. L'altra faccia della medaglia va però a toccare la fase offensiva, o meglio quei giocatori impegnati dalla trequarti in su. Sono infatti due i moduli possibili che prevedano un centrocampo a 3, il 4-3-1-2 o il 4-3-3. Nel primo caso ad essere sacrificati potrebbero essere tutti gli esterni a partire da Leao e Rebic passando per Saelemakers o Florenzi, ma con l'aggiunta della possibilità di avere il tandem offensivo Ibra-Giroud in campo. Nel secondo a perdere il posto sarebbe Brahim Diaz, il 10 vero di questa squadra, troppo leggero per poter abbassarsi in mezzo al campo. Tre dubbi, tante soluzioni. Il centrocampo a 3 è davvero una soluzione valida per questo Milan? Pioli per ora prende tempo.

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