Milan, Pioli svela la telefonata di Ibrahimovic: "Sta bene, non vedo l'ora di averlo"

Pioli racconta la prima telefonata con Ibrahimovic: "Non vede l'ora di allenarsi con noi e io non vedo l'ora di allenarlo. E' un guerriero".
Pioli racconta la prima telefonata con Ibrahimovic: "Non vede l'ora di allenarsi con noi e io non vedo l'ora di allenarlo. E' un guerriero".

I tifosi del Milan contano i giorni: manca ormai pochissimo al 3 gennaio, data in cui è stata fissata la presentazione dell 'Ibrahimovic II. Ad attendere a braccia aperte lo svedese, ovviamente, c'è anche Stefano Pioli.

Il tecnico rossonero infatti, intervistato da 'Il Corriere della Sera', esalta il suo nuovo attaccante e svela i contenuti della prima telefonata con lo svedese.

"Gli ho dato il benvenuto, si è informato sulle condizioni della squadra, sui prossimi allenamenti, sulle prossime situazioni da affrontare. Mi ha detto: “mister stai tranquillo che sto bene”".

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Nessun dubbio ovviamente per Pioli sulle qualità di Ibrahimovic, sia come finalizzatore che come uomo-squadra.

"Ibra è un guerriero, un leader, un giocatore carismatico che ha grande senso della responsabilità e grande voglia di vincere. Sarà di stimolo per tutta la squadra, il suo apporto sarà fondamentale. Sa fare tutto, sa mandare in gol i compagni, sa occupare bene l’area, saprà essere il punto di riferimento della nostra fase offensiva. L’ho sentito al telefono, è molto carico, non vede l’ora di allenarsi con noi, come io di averlo".

Pioli però spera che l'arrivo di Ibra non deprima definitivamente Piatek , giocatore sul quale il tecnico intende puntare ancora.

"Se giochi nel Milan e arriva un giocatore di qualità devi essere stimolato e contento: più sono e più si alzano le possibilità di vincere. E comunque per essere nei primi 11 al Milan devi meritartelo".

Infine l'allenatore rossonero dice la sua sul ruolo di Paquetà , apparso in difficoltà all'inizio di questa stagione.

"Nessun dubbio, è una mezz’ala, lui dice di preferire giocare a destra. Lavora con impegno e generosità, ma è un giocatore di qualità, quindi deve diventare più determinante: che significa che o fa goal o deve far fare gol. Può fare l’ultimo salto, che è quello più difficile".

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