Milan, quattro superstiti del 5-0 nel 2019 pronti per l'Atalanta. Ma occhio a Bennacer

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Donnarumma, Conti, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez (46' Calabria), Kessié, Bennacer, Bonaventura (65' Piatek), Suso (85' Castillejo), Leao, Calhanoglu. All.: Pioli. Questi i giocatori e l’allenatore che hanno vissuto in prima persona Atalanta-Milan 5-0. Lo stesso Stefano Pioli è restio a definire la chiusura di un cerchio: “Sono assolutamente convinto che quella sconfitta umiliante ci era servita per capire tante cose, ma non credo che si possa definire come tale”, ha detto in conferenza stampa. Eppure, quel disastroso pomeriggio del dicembre 2019 è stato l’ultimo capitolo veramente buio della storia recente rossonera. Da lì in poi, complice anche l’arrivo di un totem in campo e fuori come Ibrahimovic, il Milan è stato una delle squadre, se non la squadra più costante in Italia, e non ha messo titoli in bacheca solo per il ritardo accumulato prima del lockdown e per via dello scatto dell’Inter di Conte nella prima parte del 2021. Oggi, alla vigilia di un altro confronto contro i bergamaschi, la linea del traguardo è in vista. C’è solo da tagliarla prima dell’Inter, e per farlo è necessario almeno non perdere, in virtù degli scontri diretti a favore con i rivali. Ora, Pioli, almeno a parole, non dà a vedere di credere alla cabala e allo scherzo del calendario; chissà come la pensano i giocatori che erano in campo allora e che lo saranno, chi sicuramente, chi probabilmente, anche domani. I SUPERSTITI IN CERCA DI GLORIA – Escludiamo dalla disamina Romagnoli e Castillejo, titolare e subentrato all’85’ quel pomeriggio: i due non saranno in campo domani né fanno al momento parte dei piani rossoneri per la prossima stagione. C’era, eccome se c’era, Rafael Leao, allora schierato in un improbabile ruolo di centravanti date le deludenti prestazioni di Piatek. Nella scorsa stagione, Atalanta-Milan è valso il ritorno in Champions League e il portoghese ha dovuto nuovamente fare la prima punta per via delle assenze di Ibrahimovic e Rebic. Oggi Leao è l’esterno più temuto della Serie A e con Theo Hernandez forma la catena migliore del campionato. Chi ha deciso con due rigori Atalanta-Milan della scorsa stagione lanciando la squadra di Pioli nell’Europa che conta è Franck Kessié, già virtualmente un giocatore del Barcellona, atteso dal 1' per dare ancora una volta, la penultima volta, fosforo e grinta alla manovra del Diavolo. C’era Ismael Bennacer, che da quel 5-0 ha scalato via via le gerarchie della mediana fino a diventarne uno dei leader. E c’era, anche se subentrante nella ripresa, Davide Calabria, che domani indosserà la fascia di capitano e che già all’andata ha trafitto l’Atalanta firmando insieme a Tonali e Leao la vittoria del Gewiss Stadium. GLI ALTRI TITOLARI – Insieme a questi quattro, le scelte di Pioli vanno delineandosi in questo modo: Maignan in porta, Kalulu, Tomori ed Hernandez a completare la difesa. Tonali, l’uomo più in forma, non si tocca, mentre occhio a Krunic che potrebbe insidiare Bennacer per un posto a ridosso della punta, con arretramento di Kessié. Giroud rimane in vantaggio su Ibrahimovic, e a destra dovrebbe essere Saelemaekers a vincere l’eterno ballottaggio con Messias.

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