Milan, Rebic ora è un caso: sorpassato da Castillejo, è l'ultima scelta per l'attacco

Daniele Longo

C'è un Milan che torna a ridere dopo la vittoria contro la Spal e un altro che continua a fare fatica. E' il caso di Ante Rebic, rimasto in panchina per tutta la sfida contro i ferraresi.  Fin qui il nazionale croato è un vero e proprio oggetto misterioso: non ha mai iniziato una partita da titolare, ha totalizzato la misera di 73 minuti con la maglia rossonera. L'arrivo di Pioli, con il quale aveva condiviso, seppur brevemente, l'esperienza alla Fiorentina, non ha cambiato le cose per l'ex Eintracht Francoforte. 

SORPASSATO ANCHE DA CASTILLEJO - Rebic è un giocatore ibrido, il crocevia tra un esterno e un attaccante. Ricorda il connazionale Perisic per le movenze, la tenuta atletica, un modo di giocare che fa leva sopratutto sul fisico. Ma non può essere considerato un vero e proprio esterno: cerca più la porta che la soluzione dal fondo tanto che lo scorso anno, in Bundesliga, tirava in media 2,2 volte a partita, pur partendo da lontano. In questo Milan potrebbe giocare solo come esterno nel tridente ma ieri, nonostante l'iniziale esclusione di Suso, non è riuscito a trovare spazio. Pioli gli ha preferito Samu Castillejo per quella che suona come una bocciatura. A conti fatti Rebic è l'ultima scelta per l'attacco del Diavolo e sono pochissime le possibilità di vederlo dal 1' domenica sera contro la Lazio. Fin qui la rivincita nel campionato italiano, dopo le negative esperienze di Firenze e Verona, non è arrivata. Questo nonostante una maturità calcistica raggiunta specialmente nell'ultimo, esaltante, biennio all'Eintracht Francoforte. Per caratteristiche tecniche e spirito di sacrificio potrebbe dare qualcosa di diverso al Milan, se gli venisse concessa un'occasione. Altrimenti a gennaio non sono da escludere decisioni a sorpresa nella finestra di mercato. 

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