Milan, Tomori dà ragione a Maldini: il riscatto sarebbe un segnale di Elliott. Quel triplo errore da non ripetere...

Luca Fazzini
·2 minuto per la lettura

Un valore aggiunto. Paolo Maldini lo ha evidenziato più volte, nel corso dello scorso mercato di gennaio, sottolineando le caratteristiche uniche di Fikayo Tomori. Velocità, bravura nell'anticipo, ottima lettura delle situazioni: qualità confermate in campo dallo stesso difensore inglese, che in pochissimo tempo ha dato ragione al suo direttore tecnico. Non uno qualunque, se di professione fai il centrale. "È come se un attaccante si ritrovasse Messi o Ronaldo come dirigente" ha spiegato nei giorni scorsi Tomori. Che, in campo, si è rivelato un ottimo acquisto: 11 partite giocate su 14, sicurezza e affidabilità al servizio di Pioli.

IL RISCATTO COME SEGNALE - Ora, in ballo, c'è la questione riscatto. Il Chelsea non ha lasciato partire il calciatore a titolo definitivo, ma il manico del coltello è ora dalla parte del Milan. Che ha dalla sua un diritto di riscatto a 28 milioni di euro. Cifre importanti, specie in un periodo segnato economicamente dalla pesante crisi dettata dalla pandemia. Ecco perché l'acquisto del centrale inglese sarebbe un significativo segnale della dirigenza, un'(ennesima) prova di forza di Elliott, che dopo Tonali darebbe ulteriore dimostrazione di credere davvero nei giovani e di ambire a tornare in alto. Il diktat, dalle parti di via Aldo Rossi, è chiaro: no a spese esagerate, no a follie per quei campioni già affermati (i 7 milioni a Ibrahimovic sono un'inevitabile eccezione). L'obiettivo è puntare su elementi futuribili ma già pronti. Il profilo di Tomori è perfetto e rappresenterebbe uno dei tasselli su cui fondare il Milan del futuro.

ERRORI DA NON RIPETERE - Anche per svincolarsi dal recente passato, che ha mostrato quanto non riscattare giocatori già ambientatosi a Milanello possa rappresentare un rischio: si veda l'esempio di Bakayoko, salutato a causa delle alte richieste del Chelsea salvo poi cercarlo sul mercato a un anno di distanza. O, ancor prima, alle situazioni di Pasalic e Deulofeu, il cui mancato riscatto lasciò un buco in rosa. Un triplo errore da non ripetere, per dimostrare di essere davvero tornato ai vertici.