Moglie Marchisio contro Allegri: "Juve? Ultimo anno stava bene, non gli hanno dato possibilità"

Antonio Parrotto
90min

Roberta Sinopoli, la moglie di Claudio Marchisio, ha parlato alla Gazzetta dello Sport dell'esperienza alla ​Juventus del marito ma anche della sua esperienza allo Zenit e non solo. La 'zarina' ha detto la sua sul matrimonio e la convivenza con Claudio e ha parlato anche dell'essere moglie di un calciatore. Ecco le sue dichiarazioni.


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Roberta, che cosa significa essere la moglie di un calciatore?

"Claudio mi ha scelto perché fuori dal campo so dargli normalità. Ho conosciuto tante coppie e non tutte le mogli arrivano dal mondo dello spettacolo. Il calciatore è prima donna, vuole accanto chi sa dargli equilibrio e stabilità. Noi siamo stati i primi fidanzati uno dell’altro, siamo cresciuti insieme e ci completiamo. Io sono istintiva, lui molto riflessivo. I suoi pregi più grandi sono la generosità e l’umiltà: in tanti anni è sempre rimasto lo stesso".


È vero che l’ha conquistata con una bugia?

"La prima volta che ci siamo visti in discoteca mi ha detto che studiava economia. Per sei mesi l’ho trattato da tappetino, poi una sera siamo usciti e da lì è iniziato tutto. Nel giro di due anni ci siamo sposati".


Prima del matrimonio c’è stato l’anno di convivenza a Empoli.


"Ci ha fatto capire che eravamo fatti per stare insieme. Siamo entrambi di Torino e lì ognuno aveva le sue famiglie, a Empoli eravamo solo noi due. Abbiamo litigato tanto ma il nostro legame si è rafforzato".


Diciotto anni dopo vi siete trasferiti in Russia: è stato uno spostamento traumatico?

"Lo definirei inaspettato. Sapevo che saremmo andati via da Torino, Claudio ha sempre detto di voler fare un’esperienza all’estero prima di chiudere la carriera. Ero convinta che sarebbe rimasto alla Juve fino a fine contratto, invece è successo tutto in fretta. Però non ho avuto esitazioni e sono partita subito con lui. Ho sentito più di una moglie dire: 'Non mi sposto perché mio figlio non si adatta'. Non esiste: io Davide e Leonardo li ho sempre portati ovunque e non hanno mai patito. Dove c’è Claudio ci sono io, è il mio ruolo. E poi qui le donne sono bellissime, non potevo mica lasciarlo solo...".


È gelosa?

"Sono uno scorpione, quello che è mio è mio. Sono gelosa e vendicativa, Claudio lo sa e mi teme. Anche lui è geloso e quando è in ritiro io sto a casa".


Che cosa le manca di più dell’Italia?

"Il clima, le amiche e soprattutto Legami, il ristorante che abbiamo aperto a Vinovo, dove andavo tutti i giorni".


Insieme con suo marito ha aperto tre locali di sushi tra Torino, Roma e la Sardegna: come è nata l’idea?

"Io e Claudio andavamo spesso da Shabu a Torino, ci siamo innamorati della loro cucina e abbiamo proposto ai proprietari di portare il loro know how nel nostro concept. Così è nato Legami, di cui ho seguito l’arredamento, le public relation e la scelta del menù. La cucina è una mia passione, ora sono diventata un’esperta di sushi. Anche a Claudio piace cucinare, ma io gli faccio pulire il pesce... Comunque, da San Pietroburgo continuo a seguire tutto con una chat, prenoto anche i tavoli".


Esistono le amicizie vere nel mondo del calcio?

"Io sono stata fortunata perché ho trovato coppie molto semplici e simili a noi. Con le mogli di Barzagli, Chiellini e Storari ho un rapporto speciale, sono amica anche della fidanzata di Sturaro e di Alena Seredova, la ex di Buffon. Il gruppo fa la differenza e nella Juve è stato molto importante. Io sono sempre stata l’organizzatrice: da casa nostra sono passati tutti. Ancora adesso le altre mogli juventine mi chiamano e mi dicono: ora chi pensa alle nostre cene?".


Da ragazzina è stata una campionessa di tennis. Come mai ha smesso?

"Ho iniziato a 9 anni, mio padre e mio zio avevano questa passione. A 16 ho vinto il campionato italiano a squadre ma a 18 e mezzo ho smesso. All’epoca avevo un fidanzato tennista e ho preferito seguire lui, ma la verità era che non mi divertivo più: gli sport individuali sono troppo stressanti, ho iniziato a odiare le gare e il tennis mi ha creato disagi. Quando ero da sola ai tornei mi assaliva l’ansia. Ora ho ripreso con le amiche e mi diverto".


Essere stata una sportiva l’ha aiutata a capire suo marito?

"Sì, conosco tempi e modi del dopo partita. Forse anche per questo Claudio ha sempre parlato tanto del suo lavoro con me, chiedendomi spesso consiglio".


Lui juventino da sempre, lei tifosa del Toro: come avete gestito il derby in famiglia?

"In realtà questa è una leggenda: mio padre è tifoso del Toro perché ha giocato nelle giovanili granata fino alla Primavera, ma mia madre e mia sorella sono ultrà della Juve. Io ho tifato Toro solo per un breve periodo: quando ho conosciuto Claudio avevo un’amica che mi portava in curva".


Lasciare la Juve è stato il momento più difficile della carriera di Claudio?

"No, è stato molto peggio quando si è rotto il ginocchio nel 2016. Lì l’ho visto veramente in difficoltà, anche perché dopo l’intervento ha avuto una brutta infezione che poteva essere molto pericolosa. L’hovisto piangere dal dolore, mentalmente è stato pesante, ma lui è testardo e per fortuna si è ripreso. L’ultimo anno stava bene, ma non gli hanno dato la possibilità di dimostralo in campo. Ogni allenatore fa le sue scelte, però per me è stato triste vederlo così. Nella vita tutto inizia e tutto finisce, ma la sua avventura alla Juve poteva chiudersi in maniera diversa".


Lei e suo marito siete molto social. Come ci si difende dagli haters?

"Claudio mi rimprovera di essere un’istintiva, ma adesso ho imparato a ragionare di più prima di rispondere. Meglio l’indifferenza".

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