‘Molto Rumore per Nulla’: plusvalenze in archivio, ma non è ancora finita. E Prisma è un altro paio di maniche

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Nessuna condanna, tutti prosciolti, nessuno escluso. Dalla Juve al Napoli, passando per Pro Vercelli, Genoa, Parma, Pisa, Empoli, Chievo, Novara, Sampdoria e Pescara. Del resto, come ha stabilito ieri il Tribunale giudicante, non è possibile stabilire in maniera oggettiva il valore di un calciatore. Il che è vero, ma c’è comunque un margine di… chiamiamola così, credibilità di un’operazione. Che sia lecito o meno punire certi movimenti non sta a noi stabilirlo, la Giustizia Sportiva si è espressa e tanto deve bastare. E’ però nostro compito sottolineare come lo scandalo plusvalenze sia solo l’ultimo di una serie di pasticciacci brutti dai quali il pallone italiano ha dovuto cavarsi in qualche modo, non senza rimetterci sul piano della trasparenza e della credibilità. NON E’ FINITA – Non si sono fatte attendere le dichiarazioni dei club coinvolti, che hanno ribadito la loro innocenza in più salse: "Sento essere messa in discussione la mia professionalità. La mia carriera, prima da calciatore, poi da osservatore e infine da dirigente va avanti da 35 anni e questo procedimento mi addolora perché mette in discussione tutto" (Fabio Paratici, ex dirigente Juve); "Dopo 3 giorni di full immersion e di udienze impegnative durate dieci ore, oggi è arrivato l'atteso verdetto che ha sancito che il calcio è vivo e non muore” (Mattia Grassani, legale Napoli); “All’esito di tre giorni di udienza è emerso come non sia stata posta in essere alcuna violazione e che tutti i bilanci sono sempre stati redatti in conformità ai principi contabili ed in linea con le disposizioni che regolano la compravendita di calciatori” (nota della Sampdoria). Non si è invece espresso, per il momento, Giuseppe Chinè, il capo dell’organismo istruttorio della Federcalcio. In teoria, la Procura Federale potrebbe decidere di ricorrere in appello tra sei giorni, riaprendo la questione. Sta ai vertici della Giustizia Sportiva decidere cosa fare: accontentarsi di aver perso il primo round? Fare ricorso? Di certo, scegliendo di andare avanti, dovrà essere costruito un altro castello di accuse. Perché le valutazioni del sito Transfermarkt, prese come riferimento in prima istanza, sono di stampo amatoriale. "I Valori di Mercato di Transfermarkt sono calcolati sulla base di un insieme di fattori e dietro la spinta ricevuta dalla community, i cui membri valutano i predetti elementi condizionatori nei thread dedicati nel nostro forum. I VdM non vanno equiparati al possibile costo di trasferimento di un giocatore”. Parola degli stessi amministratori del sito. ‘PRISMA GLI ITALIANI’ – Giochiamo un po’ su un famoso slogan politico, ma in verità ci sarebbe poco da ridere. Ieri potrebbe essere stato chiuso a malapena un capitolo, e non la storia che da troppo tempo il calcio in Italia vive. Restringendo il campo al Nuovo Millennio, abbiamo Passaportopoli, il caos Lazio col decreto “salva-Lotito”, le cessioni dei brand, Calciopoli, Calciopoli-bis, il pagamento degli stipendi, il caso Lazio-tamponi e Prisma, l’inchiesta che sta vedendo i giocatori della Juventus presentarsi via via in Procura come persone informate sui fatti per rispondere alle domande circa l’erogazione degli stipendi in casa bianconera dopo la pandemia. Quello che cambia è che, nel caso di Prisma, la Procura che indaga è quella di Torino, si tratta di un’istruttoria penale e gli strumenti in mano agli inquirenti sono diversi, come diverse possono essere le prove. E questo processo potrebbe anche portare alla riapertura di quello sulle plusvalenze, in una sorta di reazione a catena. Intanto la Lega Serie A si attiva con il neoeletto presidente Casini per fissare un requisito minimo in tema indice di liquidità per iscriversi ai prossimi campionati. Qualcosa si muove? Dipende in che direzione.

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