Mondiali 2014, Capello: sergente di ferro blinda il ritiro della Russia

Andy Barton*
OSLO, NORWAY - MAY 31: Manager Fabio Capello of Russia looks on during the International Friendly match between Norway and Russia at Ullevaal Stadion on May 31, 2014 in Oslo, Norway. (Photo by Trond Tandberg/Getty Images)

Ora che il più grande evento sportivo del mondo è nel vivo stiamo finalmente vedendo i risultati dei molti mesi di preparazione delle squadre per confrontarsi in questa  festa del calcio ad alta intensità e tensione.

Oltre ai fattori di ordine logistico, come trovare hotel nei quali soggiornare e capire come trasportare i giocatori in un Paese grande quasi quanto l'Europa, alterando il meno possibile lo svolgimento delle normali attività, vanno valutati anche fattori relativi alle prestazioni in campo. Ad esempio, la necessità di mantenere la forma fisica dei giocatori ad un livello ottimale, affinché giochino al meglio nel caldo umido del Brasile, condizione climatica che può affaticarli durante le gare.

Oltre a questo, ogni squadra ha bisogno di seguire una dieta, studiata con la meticolosità di uno scienziato della NASA, che garantisca ai giocatori un apporto nutrizionale equilibrato in calorie e liquidi, per non parlare delle sessioni no stop di terapia sportiva per prevenire gli infortuni e migliorare il comportamento in campo.

Inoltre, si deve studiare come predisporre i giocatori nella giusta condizione mentale per scendere in campo. Questa è forse la parte più importante di tutte, eppure è in gran parte stata sottovalutata da molti allenatori di squadre nazionali nel corso degli anni. Ho lavorato con allenatori di alto livello che credono che, quando si tratta di forza mentale, i giocatori o ce l’hanno o non ce l’hanno. Fortunatamente, certi atteggiamenti sono cambiati notevolmente negli ultimi tempi, e ora si stanno riscontrando i vantaggi di avere il supporto di psicologi sportivi o di consulenti di prestazione come figure professionali aggiunte ai team per tirare fuori il meglio dai giocatori durante il campionato.

Un grande merito va allo psicologo Steve Peters, voluto da Roy Hodgson nello staff dell’Inghilterra. Grazie ai suoi molti anni di affermata esperienza con gli atleti della squadra britannica di ciclismo, che ha dominato la scena di questo sport negli ultimi anni e, considerato il suo più recente ruolo nell’inaspettato secondo posto del Liverpool in questo anno nella Premiership, è comprensibile che il suo nome sia finito sotto i riflettori. Nella partita d'esordio contro l'Italia, l'Inghilterra ha evidentemente giocato con un approccio positivo, insolito per una prima partita e, anche se non ha vinto la partita, il gioco si è svolto piuttosto bene, e ciò lascia pensare che l'influenza di Peters sia stata efficace per la squadra.

I vari allenatori hanno diverse teorie su quale sia il modo migliore di preparare mentalmente una squadra per un campionato. Fabio Capello sembra aver adottato, con la squadra russa, un approccio di stampo "vecchia scuola", rinchiudendo di fatto i giocatori in  ritiro, con poche possibilità di sentire le loro famiglie e il mondo esterno, e il divieto di utilizzare i social media. Anche se questo tipo di approccio può avere i suoi vantaggi nel creare una sorta di assedio mentale, può però portare al rischio che ci sia troppa concentrazione sul calcio ad un punto tale che, nel migliore dei casi, i giocatori possono annoiarsi o sentirsi frustrati, e nel peggiore, sentirsi troppo sotto pressione.

Io personalmente preferisco l'approccio di Louis Van Gaal, che ha concesso ai giocatori della squadra olandese la mattinata libera per trascorrere del tempo con le loro famiglie, prima della vittoria decisamente impressionante sulla Spagna. Ha mostrato una reale comprensione dell'importanza di creare armonia e positività nel gruppo. A tal proposito, Van Gaal ha dichiarato: "Il mio principio è quello di prendermi cura del quadro complessivo e del singolo - il giocatore e la sua psiche. Così ho dato il permesso alle mogli di visitare l'hotel e ai giocatori di vedere i propri figli. Credo che ciò renda i giocatori più felici, quindi perché no?”.

La felicità è uno stato mentale molto sottovalutato nello sport, ma può fare una grande differenza per le prestazioni in campo di un giocatore. Degli studi mostrano che una sensazione di appagamento interiore migliora l'efficienza delle connessioni neuronali nel cervello, e ciò permette effettivamente ad un giocatore di pensare in modo più rapido e decisivo rispetto ad uno che sta prende le cose troppo sul serio. Quindi, in un certo senso, un giocatore felice è un giocatore più intelligente.

Ha anche più energia, maggiore motivazione e resistenza quando la situazione in campo diventa critica. Questo è il motivo per cui è molto importante che gli allenatori lavorino sodo per sviluppare una buona coesione all'interno della squadra, che può essere raggiunta coinvolgendo tutti i giocatori in eventi in cui essi possano socializzare tra loro e conoscersi a livello personale, ed anche per garantire che ci siano momenti di divertimento durante le sessioni di allenamento.















Quando c'è malcontento in una squadra, anche il più talentuoso dei calciatori può subire un calo significativo delle prestazioni, come si è visto ai Mondiali del 2010, quando i giocatori francesi si ribellarono contro il loro allenatore Raymond Domenech per essere finiti ultimi nel loro gruppo, aumentando così l'umiliazione del ritorno a casa in anticipo. Questo è il motivo per cui è importante che i giocatori ricordino cosa li unisce e qual è il loro obiettivo comune, piuttosto che concentrarsi su differenze insignificanti.

I brasiliani, per esempio, hanno creato un legame basato sulla religione, e molti giocatori della squadra hanno dedicato a Dio le loro prestazioni in campo. La FIFA ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti degli argentini, dopo che questi ultimi reggevano tutti insieme uno striscione rivendicando l’appartenenza delle isole Falkland (Las Malvinas) all’Argentina e non al Regno Unito. Controverso forse, ma trovare un nemico comune è certamente un modo molto efficace per creare un legame in una squadra.

* Consulente psicologico e motivatore (sito: The Sporting Mind)

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