Mondiali, la partita inaugurale: dal 1966, storicamente, una gara dall’esito incerto

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Il rito della unica partita inaugurale delle fasi finali non ha origine dal primo mondiale di Montevideo del 1930, bensì bisogna andare avanti sino agli anni ’60, durante il mondiale inglese del 1966 (che per noi italiani, per la prima volta assenti dalla manifestazione, sarà quello della “Corea”).

L’onore di aprire la manifestazione venne concesso, inizialmente, alla nazione ospitante, pertanto la prima gara inaugurale fu Inghilterra-Uruguay, gara durante la quale ci si aspettava il trionfo dei tre leoni ma che i tifosi inglesi più anziani ricorderanno per il tatticismo che portò ad un noioso 0 a 0. L’Inghilterra, poi, riuscì nell’impresa comunque di vincerlo quel mondiale anche se, con un piccolo aiutino (il gol fantasma di Hurst che consegnò, di fatto, la Coppa Rimet all’inghilterra).

Finì 0 a 0 anche quattro anni dopo tra Messico e Unione Sovietica. Dal 1974 cambiò la formula della partita inaugurale, onore non più concesso alla nazionale del paese ospitante, bensì alla squadra Campione del Mondo. Il risultato ad occhiali, però, divenne una vera e propria maledizione: finì 0 a 0 anche Brasile–Jugoslavia nel 1974 e Germania Ovest–Polonia nel 1978. Nel mondiale spagnolo del 1982 (oh sì, quello ce lo ricordiamo bene!) capitombolo dell’Argentina del giovanissimo Maradona, un compatto Belgio strappa la vittoria per 2-1. Nemmeno l’Italia si sottrae all’incubo del pronostico sovvertito e nel 1986 deve cedere un punto alla Bulgaria, 1 a 1 il risultato finale dell’Atzeca. L’Argentina crolla ancora nella prima delle “notti magiche” italiane contro un Camerun in grande spolvero: il gol di Omam-Biyik (o la papera di Pumpido) fa parte della storia visiva dei mondiali.

Per vedere la squadra favorita vincere finalmente la partita d’esordio bisogna aspettare Usa 94, con la Germania vittoriosa contro la Bolivia, pur con quale “spintarella” arbitrale. Vince anche il Brasile, in Francia, contro la Scozia per 2 a 1 grazie ad un autogol del povero Tom Boyd. Nel 2002 ritorna la “maledizione” e la Francia, fresca di primo titolo mondiale, cade contro il Senegal campione d’Africa grazie ad un gol di Bouba Diop. Nel 2006 cambia nuovamente la formula: sarà come nel 66 e nel 70, il Mondiale lo aprirà la nazione ospitante. Pronti via e la Germania batte il Costarica con un roboante 4-2 grazie ad una gara superba di Philipp Lahm. Sudafrica e Messico, prima partita inaugurale senza un vero e proprio favorito, finì giustamente in parità (1-1) mentre ci volle più di un “aiutino” della terna affinchè il Brasile nel 2014 avesse ragione di una coriacea Croazia (3-1). Infine, nel mondiale russo, primo vero “cappotto” con i padroni di casa che infliggono una pesante “manita” alla povera Arabia Saudita (5-0).

La storia, questo pomeriggio, potrà continuare, aggiungendo quegli altri aneddoti ed quelle altre magie, speriamo, che solo il Mondiale sa regalare.