Monza, Galliani: 'Per Dybala abbiamo fatto un tentativo, ma voleva giocare in Europa'

Adriano Galliani, vicepresidente ad del Monza, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera, parlando dell'inizio dei brianzoli in Serie A: "Da ragazzino, poiché ero scarso a giocare a pallone, quando mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande io rispondevo 'il presidente del Monza'. Potrei raccontare mille storie sulle trasferte affrontate negli anni Sessanta. Mi ricordo il viaggio per raggiungere Firenze sulla Porrettana per uno spareggio salvezza. Si parte su un bus scalcagnato alle 4 del mattino, arriviamo a Firenze quando la partita è già sul secondo tempo. Finisce 0-0, ci salviamo e ci rimettiamo in moto per essere di nuovo a Monza alle 4 del mattino".

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ACQUISTO DEL MONZA - "Simbolo di amicizia da parte di Berlusconi? Certamente è stato un importante riconoscimento. Del resto Silvio Berlusconi è a conoscenza del mio legame viscerale con il Monza dal primo celebre incontro dell’1 novembre del 1979 ad Arcore quando il presidente rilevò il 50% di Elettronica Industriale, la mia azienda. Prima di firmare posi una condizione: avrei acconsentito a installare ripetitori su tutta la penisola a patto di tornare nel fine settimana a seguire anche in trasferta il Monza: acconsentì. Quanto all’acquisto del Monza, il Dottore si è convinto perché si tratta della squadra che rappresenta il territorio dove risiede. Se gli avessi proposto di rilevare un altro club non mi avrebbe assecondato. Poi la città è anche nel suo cuore: il 25 settembre si candiderà a Monza all’uninominale del Senato".

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POLITICA - "In caso di vittoria del centro destra io ministro dello Sport? No, il Monza è il mio ultimo ballo".

SLOGAN - "Se appendo sempre i miei slogan motivazionali? Sì, l’ultimo è: 'Abbiamo impiegato 110 anni per andare in serie A, non possiamo impiegare 12 mesi per tornare in serie B' ".

IL SOGNO ICARDI - "Il grande campione a cui avevamo pensato che, come ha raccontato nei giorni scorsi il presidente, ha declinato l’offerta, è Dybala. Avevo invitato gli agenti a casa mia, ma il giocatore preferiva un club che disputa le coppe".

MERCATO - "Mi diverte? Sì ma rispetto a trent’anni fa il meccanismo di promozioni e retrocessioni fa sballare i conti. Su venti squadre, quattro vanno in Champions accedendo a una grande fetta di risorse (la Uefa mette a disposizione 2 miliardi per 32 club), due in Europa League dove gli introiti sono inferiori, una in Conference, dieci si salvano e tre retrocedono. Per evitare di scivolare in B vedendo scomparire il 70% del fatturato si spende più di quello che si potrebbe. E con il fair play finanziario la forbice si allargherà ulteriormente: come sta accadendo nella società, scomparirà la classe media, esisteranno solo i ricchissimi e i poveri".