Monza, l’occasione di Palladino: il talento e gli infortuni dell’uomo dei gol alla Juve

Non proprio come un fulmine a ciel sereno, è arrivato l’esonero di Giovanni Stroppa. Il Monza ha salutato l’allenatore con cui era salito per la prima volta in A ed è pronto a voltare pagina. Quello che ha sorpreso di più è il nome del successore: Raffaele Palladino (Foto Buzzi). L’ex giocatore di Juve e Genoa si era ritirato proprio con il club brianzolo dove era arrivato in C, senza mai però giocare. Da qui aveva iniziato la sua carriera da allenatore culminata nell’incarico con la Primavera. Ora per lui è pronto il salto con la prima squadra.

SCELTA - Dalla società trapela fiducia nel suo operato e si ritiene quella di Palladino una scelta permanente, nonostante le voci su altri allenatori impazzino. In tanti sono stati candidati a sedersi sulla panchina dell’U-Power Stadium: da Ranieri ad Andreazzoli, passando per Donadoni, più defilato. Il nativo di Mugnano di Napoli sarà di certo l’allenatore del Monza nella prossima gara casalinga con la Juve, un’occasione da sfruttare per convincere la propria società. Dopo la sosta, il 2 ottobre a Marassi contro la Samp, Palladino punta ad essere ancora la guida di Pessina e compagni.

CARRIERA - Trentottenne, esterno e mezzapunta di grande talento, da giovane Palladino prometteva molto. Uno dei volti della rinascita bianconera dopo Calciopoli, il napoletano è stato frenato da tantissimi infortuni. Pur mostrando a tratti lampi da fuoriclasse, la sua carriera in A si è svolta tra Genova, Parma e Crotone. Dribblomane ma con scarso feeling con il gol, Palladino inizia con il Benevento prima di passare alla Primavera della Juve. Qui nei due anni in bianconero dà spettacolo e viene accostato più volte a Del Piero. Da Torino arriva l’input di puntare sul ragazzo mandandolo a fare esperienza a Salerno prima e Livorno poi.

INFORTUNI - Con la Juve in B, torna a casa madre e dà un gran contributo alla risalita bianconera. Quando però si torna a giocare in A, il neo allenatore del Monza trova poco spazio. Ranieri (ora rivale per la panchina) lo vede poco e gli infortuni iniziano ad accanirsi su di lui. Le ginocchia sono malandate e ne condizionano la carriera. Si trasferisce a Genova dove è un perno del Grifone di Milito e Thiago Motta (altro tecnico di A), poi a Parma (con Donadoni) e infine a Crotone, dove ritrova la A. Tra i suoi maestri Gasperini e l’allievo Juric di cui è stato due volte giocatore. La sua carriera è legata a doppio filo con la Juve, il suo picco e uno degli avversari preferiti. Due reti in 7 match, uno ad aprile 2009 in maglia rossoblù, l’altra nel gennaio 2011 con il Parma. Ora l’uomo dei gol alla Juve debutterà in panchina in A proprio contro l'ex.