Morata dimentica la Juve e si prende l'Atletico Madrid: inizio da urlo, è lui il titolare

Da giocatore ai margini della rosa a titolare indiscusso, ci ha messo poco Alvaro Morata a cambiare la sua storia con l'Atletico Madrid. Tornato in Spagna dopo il prestito durato due anni con la Juventus, il recente passato, con Simeone che non aveva mai mostrato di stravedere per lui, sembrava indicare che il ritorno ai Colchoneros fosse solo momentaneo. No, non questa volta, lo spagnolo è rimasto sotto la guida del Cholo nonostante la Juventus avesse provato a riportarlo per la terza volta a Torino. Una scelta che fino ad ora ha pagato, con il classe 1992 che si è preso sulle spalle la squadra, a partire, guarda caso, dall'amichevole con i suoi ex compagni disputata alla Continassa. Una tripletta contro la Juve che ha segnato definitivamente la fine dell'esperienza bianconera e un nuovo inizio con l'Atletico.

INIZIO DA URLO - Quattro partite su quattro da titolare, tre reti realizzate più due annullate e un'intesa con Joao Felix che cresce di partita in partita. La carriera di Morata è sempre stata piena di momenti straordinari e altri di grande difficoltà. Gli ultimi anni alla Juventus lo dimostrano, partito fortissimo nell'anno di Pirlo e poi "sparito" nella seconda parte di stagione. Così come nell'ultimo anno, quando solo con la presenza di Vlahovic accanto, lo spagnolo è riuscito a dare il suo contributo. Il fattore emotivo è una componente fondamentale nelle prestazioni di Morata e adesso è indubbio che stia bene, prima di tutto di testa. Sente la fiducia di Simeone, che lo ha preferito fin qui a Griezmann, Mathesu Cunha e Correa e anche quella di Luis Enrique, che non ha mai esitato a elogiarlo ed è pronto ad affidargli il posto di centravanti nella Spagna che si prepara al Mondiale in Qatar.