Stangata per Iannone: squalifica di 4 anni. La sfogo su Instagram

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(Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)
(Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Non arriva il lieto fine nella vicenda Iannone che, con la decisione del Tas, sembra ormai prossimo al ritiro. E’ infatti arrivata la condanna a 4 anni di sospensione per il pilota di Vasto che il 17 dicembre 2019 venne trovato positivo a uno steroide anabolizzante (il Drostanolone).

La positività, in seguito a un controllo antidoping svolto dopo il GP di Malesia, aveva portato alla condanna a 18 mesi di sospensione lo scorso 31 marzo dalla Corte Disciplinare Internazionale, ma i giudici svizzeri hanno deciso di accogliere la richiesta della World Anti Doping Agency, infliggendo all'ormai ex pilota Aprilia la sentenza più dura.

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Iannone, in sede di difesa, aveva ipotizzato di aver consumato carne contaminata, motivo per il quale risultò positivo al test nel novembre 2019. I giudici del Tas hanno poi verificato che il pilota non era in grado di dimostrare "il tipo preciso di carne che aveva consumato né l'origine di detta carne". Nella nota del Tribunale Arbitrale dello Sport si legge: “Inoltre, la giuria ha rilevato che né Andrea Iannone né i suoi esperti sono stati in grado di stabilire specificamente che ci fosse un problema di contaminazione da carne da Drostanolone in Malesia".

La decisione prevede tra l'altro che tutti i risultati ottenuti da Iannone a partire dal 1° novembre 2019 siano da considerarsi non validi, con tutte le conseguenze del caso: inclusa la perdita di medaglie, punti iridati e premi.

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La reazione di Iannone

"Oggi ho subito la più grande ingiustizia che potessi ricevere". Inizia con queste parole il post su Instagram con cui Iannone ha commentato la condanna. "Mi hanno strappato il cuore separandomi dal mio grande amore - si legge nel messaggio - le motivazioni sono prive di senso logico e con dati di fatto sbagliati. Per questo ci sarà luogo e tempo opportuni... perché di certo non mi arrendo. Sapevo di affrontare i poteri forti, ma speravo. Speravo nell’onestà intellettuale e nell’affermazione della giustizia. In questo momento soffro come di più non potrei. Ma chi ha cercato di distruggere la mia vita, presto capirà quanta forza ho dentro il cuore. La forza dell’innocenza e soprattutto... la coscienza pulita. Una sentenza può modificare gli eventi, ma non l’uomo”, conclude il pilota abruzzese.