Mourinho si presenta alla Roma: “Non sono qui in vacanza”

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Image from askanews web site
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Roma, 8 lug. (askanews) - "Non sono qui in vacanza, ma per lavorare". "La Roma è la sfida più importante. Il progetto del club è chiaro e servirà tempo - ha aggiunto -. Sono vittima dei miei stessi successi e sarò antipatico nel mio lavoro. E' un contratto triennale e poi spetterà al club decidere il futuro. Non si può sfuggire dal fatto che qui non si vince da tanti anni. Come mai la squadra è arrivata a tanti punti dalla prima in classifica. Sono domande che dobbiamo farci. La proprietà e i dirigenti conoscono le risposte meglio di me e sanno che c'è da fare. Arrivare a vincere subito non voglio dire che non sia possibile, ma normalmente non è così". José Mourinho si presenta nell'avventura giallorossa. Fa visita ai musei capitolini con tanto di foto iconica davanti la Lupa. "Nulla viene da nulla e nulla ritorna nel nulla - continua - Sono vicino alla statua di Marco Aurelio. Sono molto vicino alla filosofia e al progetto della proprietà. Non bisogna mai dimenticare il passato fantastico di questo club, ma voglio anche costruire il futuro". "Non ho scelto la Roma per la città. Non sono qui in vacanza. La città è incredibile e il legame con la città è ovvio. nel mondo si confonde la città col club e questa è una responsabilità che sento. Siamo qui per lavorare e fare bene". C'è tanta pressione mediatica su di lui: "Ho dovuto cambiare telefono già tre volte. Non so come, ma la stampa trova sempre il mio numero... Scherzi a parte è fantastico e incredibile. L'Italia ti manca quando non sei qui. Però c'è un lavoro da fare internamente e noi all'interno del club ci dobbiamo concentrare su quello, non sulla stampa. Prima bisogna conoscere un gruppo. Non si cambiano le cose se prima non si ha consapevolezza di quello che succede. Ci sono comunque dei principi fondamentali e non negoziabili. Già dal primo allenamento si capirà il mio modo di lavorare. Voglio sempre il 100%. A Trigoria ho visto una grande gioia e una grande voglia di lavorare insieme al massimo. Ho provato una grande sensazione. C'è stato subito un buon feeling". Come è cambiato Mou "Se gli anni non ci rendono dei professionisti migliori, vuol dire che qualcosa non sta andando nel verso giusto. Sono più maturo, ma il Dna è lo stesso. Sono quello che sono, nel bene enel mare. Sostanzialmente sono la stessa persona".

Obiettivi e responsabilità: "Sono vittima del modo in cui la gente mi guarda e dei miei successi. Nello United ho vinto tre titoli ed è stato un disastro... quello che per me è un disastro, per gli altri è fantastico. Obiettivi? La prima partita ufficiale la vogliamo vincere, poi penseremo al secondo match. Cercheremo di essere pragmatici. Questa squadra ogni giorno deve migliorare. Dobbiamo lavorare sulle strutture a Trigoria e sulla squadra e sui giocatori. Non voglio la Roma di Mou. Voglio la Roma dei romanisti. Sono uno in più. Non mi piace sentir parlare di Roma di Mourinho". L'Inter e CR7: "Nelle sotire dei club ci sono allenatori che non si possono paragonare mai. Nell'Inter non si può paragonare nessuno con me ed Herrera. Cristiano Ronaldo non si deve preoccupare con me perché non sono un difensore centrale, altrimenti lo picchiavo di sicuro... ma sono troppo vecchio e scarso" La Roma tra tre anni. "La vedo che festeggia. Cosa? Qualcosa..." l futuro di Dzeko e la fascia da capitano: "Non voglio rispondere. Non devo dirti quello che faccio nel mio club. Non voglio entrare in questa dinamica. Non voglio condividere con la stampa il mio lavoro al'interno. Il capitano? Lo sapranno prima la società e i giocatori". Spinazzola e Cristante: "Siamo tutti felici di avere Spinazzola e Cristante in una nazionale che ha fatto molto bene a Euro 2020. E' un grande motivo d'orgoglio anche per me che non ho ancora lavorato con loro. I giocatori della Roma sono già i miei giocatori. Cristante dimostra che l'Italia è piena di talenti e si gioca solo in 11. Anche Mancini ha grande rispetto per Cristante e appena c'è un momento di difficoltà lo chiama in casa. Ha personalità e lo aspetto a braccia aperte. Per Spinazzola dispiace a tutti noi. Ma è incredibile perché ha una grande gioia. E' arrivato a Trigoria e si è dimostrato subito positiva. Non lo avremo per tanto tempo e sarà dura per lui o per noi. La soluzione? Abbiamo Calafiori, abbiamo fiducia in lui, ma è giovane. Quindi avremo bisogno di un terzino sinistro"

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