Nainggolan e l'addio all'Inter: "Mi sarebbe piaciuto lavorare con Conte"

Goal.com
Il Cagliari vuole riscattare la sconfitta contro il Brescia con un Nainggolan deciso a battere l'Inter. Nerazzurri alla prova trasferta.
Il Cagliari vuole riscattare la sconfitta contro il Brescia con un Nainggolan deciso a battere l'Inter. Nerazzurri alla prova trasferta.

Radja Nainggolan ha dovuto lasciare l'Inter in estate, scegliendo di tornare a Cagliari, per una scelta di vita profonda e anche di calcio. Nel corso di una lunga intervista al 'Corriere dello Sport', il belga ha spiegato tutto, dall'addio all'Inter a quello alla Roma, fino al presente con il Cagliari e alle frizioni con il Belgio.


L'Inter lo ha 'mollato' ma con lui è sempre stata chiara. Questo è stato apprezzato da Nainggolan, ma rimane in lui un sentimento di rivalsa.

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"Sono stati chiari con me. Apprezzo sempre la gente che ti parla in faccia. Mi hanno convocato all’inizio: tu non rientri nei nostri piani. Marotta non mi ha mai parlato. È stato Oriali. Poi mi ha parlato Conte. Mi ha detto che mi ha sempre stimato, ma che questa era una scelta per motivi extra-calcistici. Un po’ di colpe magari le ho. La mia visione della vita non è quella del calciatore tipico".

Il connubbio con Antonio Conte sarebbe stato sicuramente stimolante, e lo ammette lui stesso.

"Vorrò dimostrare che hanno sbagliato, ma non solo in questa partita, in tutto il campionato. Ho cercato di far cambiare idea a Conte, sono partito in tournée, ho dato tutto me stesso, ma non ci sono riuscito. Mi sarebbe piaciuto farmi allenare da lui, mi mancherà come esperienza, ma accetto la sua scelta”.

E quindi la scelta di Cagliari, dettata soprattutto anche dalla malattia della moglie. Il centrocampista non ha avuto problemi nel tornare indietro.

"Mi avevano chiamato anche Di Francesco e Montella. Ma Giulini è stato il primo a volermi. Già più di un anno fa mi aveva detto: un giorno devi tornare da me, devi finire la carriera a Cagliari. Una mia scelta. Resa più facile anche dai problemi di mia moglie. Ora sta con la sua famiglia, i genitori, le amiche del cuore e questo le fa bene. È una situazione difficile, ma sta lottando alla grande. Lei è una donna forte. Magari capita un giorno o due che sta più debole, ma poi si riprende"

Radja Nainggolan torna poi sull'addio alla Roma. Il principale artefice della sua scelta fu Monchi.

"Tu pensa che io ero convinto che Di Francesco non mi voleva, d’accordo con Monchi. Poi, invece, mi ha chiamato alla Samp. 'Ti voglio con me', mi ha detto, 'ci possiamo divertire'. A Monchi si vede che il lavoro in Italia non gli è venuto bene. A Siviglia andava forte, Roma non era il suo mondo. Uno che va via dopo cinque mesi... e due giorni dopo ha già firmato col Siviglia"

Infine, il complicato rapporto con il Belgio e con il commissario Martinez.

"Quando vedo che le cose non vanno, preferisco slegare. Martinez ha avuto le palle di venire a Roma a confrontarsi con me, ma non ha mai dato una spiegazione accettabile. Mi diceva che non aveva un ruolo per me in Nazionale, che non mi vedeva titolare e non voleva casini. Io sarei andato anche come venticinquesimo al mondiale. Mi fai fuori, apprezzo che me lo dici, ma non mi puoi dare questa spiegazione. Mai chiesto a nessun allenatore di fare il titolare".

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